Il Ministero annuncia decreto di aggiornamento soglie Isee e Ispe. LINK: solo nuove promesse?

by / 1 Comment / 228 View / 11 marzo 2016

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Ieri il direttore generale Maria Letizia Melina ha dichiarato, durante un’audizione informale in Commissione Cultura alla Camera, che il Ministero dell’Istruzione emanerà il decreto di aggiornamento delle soglie degli indicatori economici e patrimoniali per l’accesso ai benefici del diritto allo studio.

Nonostante le promesse fatte dal Ministero all’ultimo tavolo di lavoro sul diritto allo studio stiamo ancora aspettando il decreto, sebbene siano scaduti i termini previsti per legge. Iniziamo a essere stanchi di promesse e rinvii. Ci auguriamo che il Ministero non intenda riprodurre la stessa vergognosa situazione dell’anno scorso, quando il decreto di aggiornamento delle soglie è uscito a luglio, con ben quattro mesi di ritardo

E’ necessario che il MIUR fornisca al più presto linee guida chiare agli enti che devono emanare i bandi per le richieste dei benefici economico di quest’anno. In questi mesi come LINK coordinamento Universitario ci siamo impegnati nelle diverse regioni per ottenere dei bandi straordinari, volti a tamponare l’emergenza. Dopo Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sardegna anche la Regione Lazio, Umbria e valle D’aosta si sono dimostrate disponibili ad un aggiornamento delle soglie già da quest’anno. Le nostre rivendicazioni sono chiare: l’abolizione del parametro Ispe e l’incremento della soglia Isee minima a 23000. Il valore deve infatti essere tale da consentire alla platea di idonei di raggiungere e superare i valori precedenti all’introduzione del nuovo parametro. L’attuale sistema di Diritto allo Studio è residuale e include meno del 10% degli studenti universitari.

L’emergenza Isee ormai non riguarda più solo i borsisti, ma colpisce una platea molto più ampia di studenti, come dimostrano i dati in nostro possesso, che evidenziano un forte incremento della tassazione negli atenei, in molti casi superiore al 10%. Il Ministero, che ha mostrato entusiasmo perfino eccessivo per un debole aumento delle immatricolazioni, dovrebbe tenere conto di questo, pena ritrovarsi tra un anno di nuovo con il segno meno.