Il Consiglio di Stato boccia le “Cattedre Natta”.

by / Commenti disabilitati su Il Consiglio di Stato boccia le “Cattedre Natta”. / 85 View / 6 novembre 2016

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Il parere del 4 novembre 2016 del Consiglio di Stato interviene in maniera puntuale e precisa a smontare il regolamento per le Cattedre Natta, misura fortemente voluta direttamente dal Presidente del Consiglio Renzi. Come abbiamo denunciato con il documento unitario delle Organizzazioni ed Associazioni rappresentative di tutte le componenti universitarie l’iniziativa dei 500 “super-professori governativi” è apparsa subito come un attacco alla democrazia nei nostri Atenei. La possibilità da parte del governo di nominare direttamente le commissioni di concorso, come accaduto in passato solo nel ventennio fascista, andrebbe a creare una classe di superbaroni governativi che minerebbero l’autonomia e la già fortemente compromessa libertà di ricerca.

Il Consiglio di Stato mette in luce il mancato rispetto dell’autonomia universitaria e in un passaggio precisa come pur “non spettando al Consiglio di Stato esprimersi sulla legittimità costituzionaledella legge che autorizza il regolamento, compete a quest’organo assicurare che lo stesso sia coerente con il contesto costituzionale, favorendo quindi – tra le varie opzioni d’implementazione della riforma – quelle che ne valorizzino l’attuazione secundum Constitutionem”.

Il parere mette in evidenza, tra le tante cose, l’assenza di una disposizione che preveda il coinvolgimento degli atenei nel procedimento di nomina dei membri delle commissioni di valutazione e l’omessa consultazione del mondo accademico nel corso dell’elaborazione dello schema del decreto.

Non sfugge al CdS come si sia creato “un nuovo status di professore universitario, secondo un modello extra ordinem che non si distingue soltanto per il più vantaggioso trattamento economico, ma anche per altri aspetti che attengono al trattamento giuridico.” In particolare, sulle modifiche al trattamento economico previste dal decreto, il CdS adombra un eccesso di delega rispetto alla norma primaria che non ha previsto deroghe all’ordinario status di professore universitario. Il CdS, coglie come il meccanismo possa facilmente “dar luogo ad una lievitazione del trattamento economico individuale fino al tetto massimo fissato per i dipendenti pubblici, per effetto di una sorta di concorrenza tra gli atenei a tutto vantaggio delle università di maggiori dimensioni e di più ampia capacità finanziaria”.

Sono tali e tante le osservazioni critiche, le richieste di modifica, i richiami e le condizioni che il Consiglio di Stato impone al Governo per l’emanazione del DPCM da rendere questo parere de facto, se non de iure, una sonora bocciatura delle cattedre Natta.

Noi, anche alla luce di questo parere che conferma che questo provvedimento porterebbe a nefaste conseguenze nelle nostre università, non possiamo che ribadire la richiesta di ritirare il provvedimento e di abrogare la norma che ha previsto i “superprofessori governativi” utilizzando le risorse già stanziate per il reclutamento dei tantissimi docenti e ricercatori precari.

Il 17 novembre saremo nelle piazze del Paese per dire no alle “Cattedre Natta”, per la democrazia nelle nostre università e nel Paese, contro ogni torsione democratica e per il No al referendum costituzionale!