I laureati statunitensi hanno 36 miliardi di debiti: è mobilitazione

by / Commenti disabilitati su I laureati statunitensi hanno 36 miliardi di debiti: è mobilitazione / 12 View / 3 aprile 2012

Share

Mentre in Italia si preme per un diritto allo studio che si affidi sempre meno alle borse di studio e sempre più al prestito d’onore, in America si cominciano a tirare le somme di questo tipo di sistema. E il bilancio è fallimentare, nel senso più letterale del termine.

Secondo una recente indagine della Federal Reserve di New York, ammonterebbe a 36 miliardi la cifra che gli studenti americani devono ancora restituire per colpa degli “student loans”, i prestiti d’onore contratti per pagare le esose rette universitarie. Peccato che molti di questi studenti siano ormai arrivati alla pensione senza essere riusciti a saldare il loro debito.

Un debito contratto come investimento sul futuro, diventato invece una vera e propria “palla al piede che ti porti fino alla tomba”, come l’ha definito William Brewer, presidente dell’Associazione degli avvocati che si occupano delle dichiarazioni di bancarotta dei consumatori, ricordando che gli student loans non vengono azzerati dal colpo di spugna della bancarotta, a cui gli americani possono ricorrere per anche per i debiti individuali.

Proprio allo strumento della bancarotta suggerisce di ricorrere il deputato democratico dell’Illinois Richard Durbin, con una proposta di legge che consentirebbe di dichiarare bancarotta anche per gli student loans contratti con istituzioni private, mantenendo invece l’obbligo di pagamento per quelli contratti con lo Stato.

Ricordiamo che proprio l’anno scorso l’amministrazione Obama ha varato una misura volta ad alleggerire il pagamento degli student loans federali: secondo le nuove regole i contraenti verseranno il 10% del proprio reddito per 20 anni prima di veder cancellato il debito.

E proprio in queste ore parte dal movimento Occupy la campagna di mobilitazione “Occupy Student Debt Campaign”. La prima data di mobilitazione su tutto il territorio statunitense sarà il 25 aprile, con cortei per le strade delle città americane, possibilmente vestiti da banchieri o carcerati. Ecco il sito che coordinerà le mobilitazioni negli States.

(02 aprile 2012) Simona Ardito – Il Corsaro