I 7 REttori federano le università campane

I 7 REttori federano le università campane

by / Commenti disabilitati su I 7 REttori federano le università campane / 35 View / 17 marzo 2011

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LINK Napoli promuove un’assemblea pubblica per mercoledì 23 marzo sul tema della Federazione Campana. Dopo un autunno di mobilitazione e dibattito da parte di una forte componente studentesca, dottorandi, ricercatori e docenti associati in tutta Italia, il disegno di legge del Ministro dell’Istruzione è stato approvato in un clima di generale dissenso.

Esistono tuttavia ancora i margini per contenere e costriure un dibattito circa la “nuova” forma dell’ Università che verrà a delinearsi. Se quindi verremo a trovarci in un nuovo ordine delle cose dove dietro lo stendardo di concetti quali “merito”, “lotta delle baronia” e “razionalizzazione” si costituiranno di fatto situazioni che dequalificheranno le Università e riformeranno l’intero impianto del sistema di diritto allo studio, di contro, attraverso strumenti voluti proprio dal ddl, quali la Commissione Statuto, è possibile avanzare proposte che sconfessino la natura stessa della legge Gelmini.

Tale commissione avrà l’onere di definire i regolamenti di Ateneo previsti dalla Legge, di definire quindi in concreto quella che sarà l’attuazione delle indicazioni che provengono dalla legge stessa, è perciò di grande importanza che da parte degli studenti vi sia conoscenza delle questioni sollevate e discusse in commissione.
Proprio di questi giorni è la notizia della sottoscrizione di un accordo tra il Ministro Gelmini, il presidente della Regione Campania Caldoro e i sette Rettori delle università campane per la creazione di una federazione dei nostri atenei primo sintomo visibile di quel morbo che è la legge Gelmini.
Il Ministro Gelmini insieme al Presidente della Regione e i Rettori delle sette università campane hanno costruito a tavolino il nuovo volto delle nostre Università, nascondendo dietro propositi di “efficienza e razionalizzazione” l’eliminazione di fatto di molti corsi di laurea, tutto ciò in assenza di docenti o altra componente universitaria, come di rappresentanza studentesca. Si è venuto in questo modo a delineare un nuovo modello di Università per la Campania monco di corsi di laurea che erano orgoglio e vanto delle nostre Facoltà.
L’Università pubblica viene così ogni giorno umiliata e dequalificata, svuotata di senso. Tra qualche anno chi sarà così folle da fare ancora una scelta verso un’ Università Pubblica se dinanzi gli verrà prospettata una situazione di bassa offerta formativa a costi sempre più elevati?
Dietro tutte le belle parole che a riguardo potranno dirsi, si sta concludendo il processo di smantellamento del sistema pubblico di Istruzione, svilendo completamente sia la sostanza che il ruolo delle Università. In gioco è il nostro futuro, non solo di noi studenti, ma il futuro del Paese. E’ chiaro ormai che il processo di attacco ai beni comuni non lascia fuori nulla e ha lo stesso fine: si attacca il lavoro, il sapere, i diritti, il territorio, la democrazia. Questo è il tentativo di salvare di nuovo chi ha generato la crisi, facendo profitto sulle spalle dei più, eliminando la dignità nel lavoro, attaccando i diritti, privatizzando i beni comuni, costruendo un sistema di istruzione/formazione adatto solo ad una vita precaria e quindi non libera.
A tal proposito la mobilitazione di tutti noi non deve fermarsi e si deve, anzi, aprire al dibattito e alla piena coscienza di quello che stiamo in prima persona subendo come studenti.
É perciò importante la nostra partecipazione e la nostra voce, non esistono processi irreversibili, solo l’abbandono porta alla sconfitta.

 

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