Grecia, il governo minaccia il blocco dei fondi all’università

by / Commenti disabilitati su Grecia, il governo minaccia il blocco dei fondi all’università / 6 View / 19 gennaio 2012

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Traduciamo e riportiamo un articolo recemente apparso sul sito University World News, riguardante lo scontro tra il governo greco e i rettori delle università, sui temi della governance accademica e del finanziamento degli atenei.

Le università e gli istituti di alta formazione in Grecia in cui non si sono tenute le elezioni per la composizione dei nuovi consigli di amministrazione sono in grave e imminente pericolo di perdere il sostegno finanziario statale.

Un severo ultimatum è stato posto dal ministero dell’istruzione a tutte le università e gli istituti di tecnologia che non si sono ancora adeguati a quanto previsto dalle legge 4009/11, approvata dal parlamento nel settembre scorso. Finora solo due delle oltre 60 istituzioni di alta formazione hanno completato l’iter e il ministero ha annunciato che il sostegno finanziario cesserà dopo il 15 gennaio.

La maggior parte dei rettori delle università si è opposta alla legge, considerata dalla comunità accademica un tentativo di privatizzare sottobanco l’università pubblica, e ha tentato di renderla inefficace. Il governo, che ha tagliato il finanziamento statale alle università per una somma tra il 40% e il 50% nell’ultimo anno, a causa della situazione economia disperata del paese, sta ora minacciando di fermare i fondi in blocco se la legge non viene applicata. I rettori, d’altra parte, definiscono la legge incostituzionale e si sono appellati al Consiglio di stato, la massima autorità giudiziaria del paese. L’udienza si terrà il 3 febbraio.

Nel frattempo, il viceministro all’educazione prof. Konstantinos Arvanitopoulos ha incontrato una delegazione di rettori nel tentativo di discutere proposte specifiche per una soluzione al problema accettabile per entrambe le parti. Si pensa che se il ministero accettasse tatticamente di estendere la scadenza del 15 gennaio e i rettori si impegnassero a fissare una data entro il quale completare l’iter elettorale, un accordo tra le due parti potrebbe essere possibile.

La spina nel fianco per i rettori è costituita dalle norme che attribuiscono la responsabilità del bilancio degli atenei a consigli di amministrazione eletti invece che ai senati accademici. I rettori hanno richiesto la sospensione di quella parte della legge, ma sia il ministro dell’istruzione Anna Diamantopoulou sia Arvanitopoulos si sono dichiarati contrari all’idea.

È interessante notare come il clima ostile contro la riforma dell’università quando fu votata per la prima volta in parlamento sia completamente evaporato; anzi, ora molti professori sostengono apertamente la legge, facendo pressione sui rettori perché cambino la loro posizione.

A un riunione dell’associazione dei professori nell’Università Aristotele di Salonicco, il rettore John Mylopoulos, strenuo oppositore della riforma fin dalla sua presentazione, è stato accusato di aver deliberatamente adottato una mentalità sindacale ostruzionistica contro la nuova legge. Mylopoulos ha sostenuto che i suoi critici fossero una piccola minoranza motivata da interessi personali e ha rilasciato una lunga dichiarazione difendendo le azioni sue e del senato, accusando il ministero dell’istruzione di aver preso decisioni contraddittorie e di aver imposto scadenze troppo serrate. Ha inoltre dichiarato che la discussione tra il comitato di coordinamento dei rettori e il viceministro dell’educazione sta procedendo secondo uno spirito di concordia e produrrà probabilmente risultati positivi. “In ogni caso,” ha detto, “né le tensioni, la polarizzazione e la discordia tra gli accademici, né le minacce e i ricatti da parte del ministero promuovono buone relazioni nella comunità accademica e andrebbero evitati.”

Nel frattempo, Diamantopoulou ha presentato un disegno di legge in parlamento per la riforma dell’istruzione secondaria e del sistema di esami per accedere all’università. “Un governo basato sull’appoggio di molti partiti in parlamento è il contesto ideale per la promozione dei temi dell’istruzione,”  ha detto Diamantopoulou, riferendosi al governo di coalizione attualmente guidato in Grecia dal banchiere Lukas Papadimos con la partecipazione del partiti di estrema destra. “Spero che questo appoggio continui a esistere.”

 

(16 gennaio 2012) Lorenzo Zamponi – ilcorsaro.info