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Gli studenti occupano la residenza Edisu

by / Commenti disabilitati su Gli studenti occupano la residenza Edisu / 10 View / 13 gennaio 2012

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Hanno deciso di occupare la residenza universitaria di via Verdi chiusa per lavori i borsisti Edisu rimasti senza contributo o senza posto letto. Lo hanno deciso dopo una assemblea convocata nell’atrio di Palazzo Nuovo e in segno di protesta per i tagli al diritto allo studio della Regione in seguito ai quali sono rimasti esclusi quest’anno ottomila studenti con i requisiti in regola. La Regione Piemonte con questa politica è precipitata in dodici mesi dal primo all’ultimo posto della classifica delle regioni italiane per rispetto del diritto allo studio. Terminata l’assemblea, i ragazzi tra cui ci sono anche alcuni studenti stranieri, si sono diretti verso la residenza di via Verdi che da poche settimane era stata chiusa perché necessitava di lavori di ristrutturazione e forzando il portone chiuso sono riusciti a entrare. Hanno riattivato l’energia elettrica e hanno iniziato a organizzarsi per trascorrere la notte.

“Alcuni di questi ragazzi stranieri non avrebbero avuto un posto dove dormire  –  ha detto una rappresentate italiana del movimento dei borsisti Edisu  –  sono studenti che arrivano dal Pakistan o dal Camerun, venuti qui sicuri di ricevere il posto letto in residenza e ora si trovano del tutto sprovveduti”.

Poiché alcune zone della struttura di via Verdi però, in particolare ai piani superiori, erano stati chiusi perché pericolanti, i ragazzi hanno provveduto immediatamente a chiudere tutte le stanze a chiave e, in attesa di ricevere la visita del presidente Edisu, Umberto Trabucco, si sono sistemati al piano terra. Anche se le stanze sono ancora provviste di letti, coperte e materassi che, se l’occupazione dovesse proseguire potrebbero essere utilizzati dagli studenti. Trabucco è arrivato in via Verdi intorno alle 21.30 e ha cercato di convincere gli studenti a lasciare la residenza. Nessun agente delle forze dell’ordine è intervenuto e i ragazzi hanno cercato di ottenere qualche ora buona per discutere e decidere come comportarsi. Sono ormai mesi che la questione dei tagli al diritto allo studio universitario è motivo di manifestazioni di protesta e di presìdi, e proprio questa settimana il consiglio di amministrazione dell’ente ha approvato l’esercizio provvisorio per garantire il pagamento degli stipendi dei dipendenti, non essendo in grado di approvare il bilancio. Lunedì pomeriggio due studenti Politecnico, fratello e sorella provenienti dalla Tunisia, sono stati allontanati chiedendo l’aiuto delle forze dell’ordine dalla residenza Borsellino perché, pur essendo idonei a ricevere la borsa di studio non rientravano nel 30 per cento di ragazzi per i quali è stato possibile erogare la borsa di studio

(13 gennaio 2012) Ottavia Giustetti – La Repubblica di Torino