Gli studenti contro il precariato Fornero: “La riforma non è rimandabile”

by / Commenti disabilitati su Gli studenti contro il precariato Fornero: “La riforma non è rimandabile” / 12 View / 6 febbraio 2012

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“Per la riforma del mercato del lavoro il percorso deve essere rapido, non si può tergiversare, fermarsi, aspettare, non possiamo più dare l’illusione del posto fisso a vita, dobbiamo poter parlare di licenziamento con la premessa che sia la società a farsi carico di chi perde il lavoro”. Elsa Fornero, ministro del Lavoro e docente all’Università di Torino, interviene così all’inaugurazione dell’anno accademico che si celebra al Conservatorio. Fornero preferisce non attenersi al protocollo e si rivolge direttamente agli studenti che pochi minuti prima avevano messo in scena una protesta sui temi del diritto allo studio e del precariato. “Come ministro di un governo tecnico non sono molto interessata al cerimoniale e quindi scelgo di rivolgermi direttamente agli studenti perché se noi ministri non saremo in grado di convincere loro delle nostre intenzioni prima ancora che dei risultati avremo fallito”. “Parlare di dicoccupazione in Italia oggi rappresenta ancora un tabù – dice Fornero – invece noi vogliamo che si possa parlare di questo tema ma nell’ottica di alimentare la flessibilità buona, non quella cattiva di cui si è abusato in Italia in questi anni. Vogliamo che sia la società a farsi carico del problema delle persone che hanno perso il lavoro e nello stesso tempo vogliamo restituire una prospettiva di fiducia a questo Paese. Non abbiamo la bacchetta magica, non troveremo il lavoro immediatamente a coloro che sono là fuori e che protestano ma sapremo anche farci carico

della loro emergenza rivedendo complessivamente il sistema del mercato del lavoro. E’ in corso un dialogo con le parti sociali ciò vuol dire che non è tutto deciso ma vogliamo ascoltare”.

Fornero prende alcuni passaggi del discorso del presidente del Senato studenti, Nicola Malanga, che ha parlato prima di lei e che si è rivolto direttamente al ministro citando le migliaia di contratti atipici con i quali sopravvive l’Università, e gli oltre 1400 precari che, al momento, vedono il loro posto di lavoro a rischio nell’ateneo. “E’ inutile che questo governo illuda le persone del fatto che si possa ancora aspettare. Aspettare non serve a niente – ha risposto Fornero – ne’ serve continuare a estendere tutele che il nostro sistema non è più in grado di supportare. Ci stiamo solo adeguando a cambiamenti che avvengono a livello planetario e che non si possono più ignorare”.

La protesta in piazza / in platea

Prima del minstro Fornero ha parlato Renato Balduzzi, ministro della Salute, mentre Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, che avrebbe dovuto presenziare, ha inviato invece un messaggio di saluto, trattenuto a l’Aquila dove è in corso una analoga cerimonia. Qualche problema tecnico ha ritardato l’inaugurazione. Poi, nonostante il Conservatorio fosse letteralmente blindato per il timore delle proteste, soprattutto nei confronti dei ministri presenti, la protesta c’è stata ugualmente. Una ventina di senatori degli studenti che erano seduti in platea, hanno iniziato ad alzarsi uno a uno quando Balduzzi è salito sul palco e hanno recitato slogan e distribuito volantini contro i tagli al diritto allo studio: “No ai tagli alla cultura, no all’abolizione dell’articolo 18, senza di noi Torino muore, siamo una risorsa e non uno spreco”. Gli uomini dela Digos hanno lasciato loro pochi minuti, dopodiché, il tempo di organizzarsi, li hanno portati fuori dalla sala. Dalla platea è scoppiato un applauso come forma di sostegno.

Anche fuori, in una piazza Bodoni blindata dalle forze dell’ordine, un centinaio tra studenti e ricercatori hanno organizzato un sit in di protesta. Tra loro anche bandiere dei Cub Piemonte e della Federazione della Sinistra. In testa al presidio uno striscione: “Profumo d’austerity, lacrime di coccodrillo…da inaugurare solo macerie. La cura sbagliata”. E poi cartelli “Monti, monotona è la precarietà” e slogan contro i tagli all’istruzione e alle borse di studio. Distribuito dai Cub anche un volantino in solidarietà dei No Tav arrestati nelle scorse settimane.

 

(06 febbraio 2012) Ottavia Giustetti – La Repubblica