Giurisprudenza : lettera aperta dei rappresentanti di LINK sulla Riforma del corso di laurea

by / Commenti disabilitati su Giurisprudenza : lettera aperta dei rappresentanti di LINK sulla Riforma del corso di laurea / 948 View / 20 marzo 2015

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Una lettera, indirizzata al Consiglio Universitario Nazionale, alla Conferenza dei Direttori e dei Presidi di Giurisprudenza ed ai membri dei consigli di Dipartimento, Scuola, Facoltà di Giurisprudenza, firmata dai rappresentanti negli organi accademici di LINK – Coordinamento Universitario in cui si denuncia la mancanza di trasparenza nel processo di riforma della qualità della didattica a giurisprudenza e della LMG 01.

Nella lettera i rappresentanti di LINK annunciano che nei prossimi mesi porteranno avanti un percorso vertenziale articolato in quattro punti volto ad un radicale ripensamento dell’impostazione della didattica del corso di giurisprudenza. 

Lettera aperta sulla riforma della qualità della didattica a giurisprudenza e sulla riforma della LMG 01

Alla cortese attenzione del Consiglio Universitario Nazionale
Alla cortese attenzione della Conferenza dei Direttori e dei
Presidi di Giurisprudenza
Alla cortese attenzione dei membri dei consigli di Dipartimento
di Scuola e di Facoltà di Giurisprudenza

Chi Vi scrive, rappresenta decine di migliaia di studentesse e studenti che vivono quotidianamente i problemi di cui vi siete arrogati il diritto di discutere privatamente.

Siamo quegli studenti che da anni operano con costanza in quegli organi collegiali delegittimati dalla Legge 240/10 e iperburocratizzati impegnati nell’incomprensibile redazione delle schede SUA-RD imposte dai Decreti AVA e Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca.
Siamo studentesse e studenti impegnati nella difesa dell’università pubblica e nella lotta all’università-azienda imposta da quel Bologna Process che ha devastato la didattica nei nostri atenei di nelle nostre facoltà.

Insomma chi Vi scrive è parte integrante e più numerosa della comunità accademica nazionale di Giurisprudenza, per l’ennesima volta completamente esclusa dalla possibile riforma che dovrebbe cambiare il volto dei corsi di laurea in giurisprudenza, ossia la riforma della Laurea Magistrale in Giurisprudenza LMG 01.

Questa discussione non solo si è svolta solo in organismi nazionali, tradizionalmente inadatti ad avviare un reale processo partecipativo, ma è stata caratterizzata da svariati tentativi di imposizione provenienti dalle tantissime associazioni delle varie aree scientifiche interessate ad ottenere una manciata di crediti aggiuntivi per il proprio settore disciplinare.

Dopo questa premessa metodologica possiamo passare all’analisi dei contenuti della proposta di revisione della tabella ministeriale, su cui dovranno essere costruiti i nuovi ordinamenti, approvata dalla Conferenza dei Presidi e dei Direttori di Giurisprudenza: la prima cosa che abbiamo riscontrato è che tutto sommato non si tratta di un gran cambiamento in quanto sostanzialmente si limita a svincolare dalle previsioni nazionali circa 30 CFU che potranno essere usati dai dipartimenti nel modo che preferiscono.
Per quanto alcune novità possano risultare positive (ad es. buona è la diminuzione dei crediti obbligatori nei settori storici ma negativa la marginalizzazione dei settori economici) che dovremo valutare, ci permettiamo di dire che si tratta dell’ennesima occasione persa per affrontare i problemi della didattica nei dipartimenti di giurisprudenza del nostro paese, che non possono essere risolti spostando qualche decina di crediti ma che richiedono un ambizioso progetto di investimento nella qualità della didattica e nella formazione culturale del giurista.

Per queste ragioni intendiamo portare avanti nei prossimi mesi un percorso che imponga un radicale ripensamento dell’impostazione della didattica nei nostri dipartimenti partendo da alcuni semplici punti che riportiamo in questa lettera aperta che speriamo possa contribuire al meglio ad un dibattito fondamentale per migliaia di studentesse e studenti

– Per prima cosa riteniamo sia necessario un cambiamento metodologico: crediamo che sia ora che il tema della qualità della didattica venga affrontato pubblicamente da studenti e docenti e quindi promuovere una discussione in tutte le sedi, dal CNSU al CUN ad ogni singolo dipartimento.

– La didattica dei dipartimenti di giurisprudenza troppo spesso risulta eccessivamente teorica e limitata alla lezione frontale: crediamo che si debba affrontare una seria riflessione su come reimpostare i singoli corsi dando spazio a modalità di insegnamento alternative che possano integrare la classica formazione giuridica.

Multidisciplinarietà: quando parliamo di formazione culturale del giurista non possiamo limitarci agli insegnamenti dei settori del diritto, crediamo che ci sia la necessità che i percorsi di studio offrano la possibilità di integrare le competenze degli studenti con materie di altre aree dalla sociologia alla storia dalla scienza politica all’economia. Esistono molti strumenti per farlo dall’inserimento di nuovi settori nei piani di studio all’uso dei crediti a scelta libera e quindi chiediamo che su questo si apra una seria riflessione.

Strumenti di didattica alternativa e anticipo della pratica: come abbiamo già detto c’è bisogno di superare il carattere eccessivamente teorico e limitato alle lezioni frontali della didattica nei dipartimenti di giurisprudenza, per raggiungere questo scopo pensiamo sia necessario da un lato investire pesantemente su strumenti di didattica alternativa come le legal clinic ed i seminari tematici e dall’altro rendere effettiva la possibilità di svolgere durante gli studi parte della pratica forense.

Torino

Erica Garrone, Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari
Ludovico Astengo, Consiglio di Dipartimento
Simone Simone, Consiglio di Dipartimento
Aurora Buracco, Consiglio di Dipartimento
Filippo Durazzo, Consiglio di Dipartimento
Federica Lanotte, Consiglio di Dipartimento
Silvia Lisi, Consiglio di Dipartimento
Giulia Moiraghi, Consiglio di Dipartimento
Gemma Nicola, Consiglio di Dipartimento
Valentina Schifano, Consiglio di Dipartimento
Giancarlo Tantillo, Consiglio di Dipartimento
Livio Tecleme, Consiglio di Dipartimento
Giulia Tosatto, Consiglio di Dipartimento
Cristina Viviani, Consiglio di Dipartimento

Milano

Sebastiano Zanco, Nucleo di Vautazione (Università degli Studi Milano Bicocca)
Federico Barbagallo, Consiglio di Dipartimento (Università degli Studi Statale di Milano)

Padova

Tommaso Quagliotto, Consiglio di Corso di Laurea

 Udine

Alberto Vernier, Consiglio di Dipartimento
Lorenzo Genna, Consiglio di Dipartimento

 Trieste

Stefano Spina, Consiglio di Corso di laurea
Marco Cernich, Consiglio di Corso di laurea

Pisa

Martina Lioi, Consiglio di Amministrazione
Floriana Accogli, Consiglio di Dipartimento
Luca Cantone, Consiglio di Dipartimento
Alessia Capuano, Consiglio di Dipartimento
Alessandra Maggi, Consiglio di Dipartimento
Caterina Pareo, Consiglio di Dipartimento
Guido Parisi, Consiglio di Dipartimento
Teresa Pioli, Consiglio di Dipartimento
Nicola Pedretti, Commissione Etica d’Ateneo

Urbino

Maria Trotta, Consiglio di Dipartimento
Silvia Massimi, Consiglio di Scuola

Roma

Federica Borlizzi, Senato Accademico (Università degli Studi Roma Tre)
Valerio Fransesini, Assemblea di Facoltà (Università degli Studi di Roma La Sapienza)
Federica Ciarlariello, Assemblea di Facoltà (Università degli Studi di Roma La Sapienza)

Foggia

Daniele di Corcia, Consiglio di Dipartimento
Annalisa Ricchiuti, Consiglio di Dipartimento

Bari

Innamorato Francesco, Senato Accademico
Melchiorre Piercarlo, Consiglio di Dipartimento
Tardi Bartolomeo, Consiglio di Dipartimento
De Tullio Onofrio, Consiglio di Interclasse
Gernone Camilla, Consiglio di Interclasse

Lecce

Sara Ingrosso, Consiglio d’Amministrazione A.Di.S.U. Puglia
Davide Manfreda, Consiglio Didattico
Pietro Tanzariello, Consiglio Didattico