Genova 2011: 19 – 24 Luglio per costruire un altro mondo necessario

Genova 2011: 19 – 24 Luglio per costruire un altro mondo necessario

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Nel luglio 2001 il cosiddetto ‘movimento dei movimenti’ nato a Seattle nel 1999, arrivò a Genova ancora una volta a gran voce in occasione del G8. Un movimento che chiedeva giustizia, rispetto per l’ambiente, rispetto per i diritti. Un movimento che, come oggi a dieci anni di distanza, ribadiva già la necessità di una tassa che limitasse la speculazione finanziaria, la cancellazione del debito nei confronti dei paesi più poveri e la salvaguardia dei beni comuni. Oggi possiamo affermare che quel movimento ha visto lungo. Tuttavia, da quella piazza la volontà di creare collettivamente dal basso un ‘altro mondo possibile’, è stata repressa brutalmente con la violenza di manganellate cieche e sorde. Oggi Genova 2001 è di bruciante attualità e più che mai lo si nota a seguito dell’esito del referendum del 12 e 13 giugno, con la vittoria dei quattro Sì su acqua, nucleare e legittimo impedimento.

 

Di certo il contesto non era il medesimo, ma la crisi epocale che viviamo oggi venne intuita così come vennero elaborate le soluzioni per uscirne. Sono passati dieci anni da quando si parlava dell’impoverimento causato dalle politiche di ‘aggiustamento strutturale’ imposte dal Fondo Monetario Internazionale, dei cambiamenti climatici incombenti, ma non solo. A Genova si parlava anche di acqua, anticipando battaglie politiche e sociale dei giorni nostri. Intanto però siamo arrivati al punto che le politiche di gestione finanziaria, distruttive, del FMI e della BCE, come forma di dominio Nord sui vari Sud del mondo, sono entrate a far parte del panorama politico con le crisi sistemiche che fino a ora hanno portato al crollo di Grecia, Irlanda e Portogallo, e che già minacciano altri Paesi, Italia compresa.

 

Una lettura meramente nazionale non ci può essere di aiuto, anzi sarebbe fuorviante. Basta guardare all’America Latina dove è possibile constatare come un’alternativa possa instaurarsi e cambiare dal basso lo stato delle cose. Un’esperienza, dove gli stessi social forum sono rimasti un reale collante per la società civile, e incisivi nelle politiche dei Paesi. Il filo rosso che ci porta qui è la visione del mondo e le proposte di quei movimenti sociali che tuttora considerano Porto Alegre come partenza.

Il ruolo dei forum sociali tuttavia rimane un’esperienza positiva che purtroppo a livello europeo e mondiale possiamo considerare in forte crisi, se non addirittura finita, e che allo stesso tempo descrive un vuoto da riempire. Attualmente si fa sempre più vivo il bisogno di costruire coalizioni sociali forti di elaborazione e partecipazione, di cui l’ossatura si possa contraddistinguere nuovamente per l’eterogeneità dei soggetti e di culture e di punti di vista. Di fatto, tra le conseguenze di Genova 2001 oltre la repressione subita e la sospensione delle regole di una democrazia che prevede dissenso e protesta, troviamo anche un movimento bloccato e incapace di tener viva una mobilitazione sociale e politica, al tempo in grado di unire la dimensione locale e quella globale; quindi la lotta alla precarizzazione e la denuncia a un sistema di sviluppo basato sul dogma insensato della crescita infinita, la battaglia alla costruzione delle grandi opere fini a se stesse, e così via. Un blocco che si cerca di superare con Genova 2011, che non può essere solo un semplice evento commemorativo, bensì parte integrante di un filone storico e politico che non ha smesso di produrre idee, progetti e mobilitazioni.

La Rete della Conoscenza sarà a Genova dal 19 al 24 luglio, per continuare a costruire quel filone che non si è ancora spezzato. A Genova 2011 sarà necessario rivendicare giustizia per Carlo Giuliani e gli atti repressivi che hanno lasciato impresso nella mente di molti la stessa settimana che dieci anni fa ha visto migliaia di persone in piazza. Ma non solo. Abbiamo la necessità di mettere in campo un confronto reale tra tutti coloro che vedono un minimo comune denominatore tra le nostre battaglie nazionali, e ciò che avviene a livello internazionale. A Genova saranno presenti i promotori delle campagne referendarie per l’acqua bene comune, contro il nucleare, l’associazionismo, i sindacati, e così via. La battaglia per la ripubblicizazione dei beni comuni, dei saperi, per il lavoro e per i diritti è ancora lunga e questa sarà l’occasione per dare voce ai vari movimenti, ridare un senso allo stare insieme di tutti i presenti, per ritrovare la capacità propulsiva dei soggetti sociali organizzati di costruire una reale alternativa.

 

 

Per maggiori informazioni: www.genova2011.com

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