Emergenza Isee: escluso dalla borsa si rivolge al crowdfunding per non rinunciare al suo sogno

by / Commenti disabilitati su Emergenza Isee: escluso dalla borsa si rivolge al crowdfunding per non rinunciare al suo sogno / 165 View / 7 dicembre 2015

Uno studente di 23 anni, Marco Montagna, escluso a causa dei nuovi parametri dall’esenzione delle tasse universitarie, ha scelto questa forma di finanziamento social per poter continuare gli studi. Da mesi ci battiamo perché Ministero e Regioni si impegnino al fine di trovare una soluzione all’emergenza Diritto allo Studio causata dall’introduzione del nuovo Isee, che ha comportato l’esclusione di migliaia di studenti dalla possibilità di avere la borsa di studio. Anche se il percorso è difficile stiamo portando a casa delle vittorie in molte regioni tra cui Puglia, Emilia Romagna e Toscana. Molti altri studenti ancora attendono la soluzione di questo problema e la battaglia non è affatto finita. Marco è uno degli studenti che fin da subito si è mobilitato per denunciare l’ingiustizia che molti di noi stanno subendo partecipando alla campagna #iononrinuncio e questa è la sua storia raccontata da repubblica.

IN QUATTRO giorni è riuscito a raggiungere la cifra di 3 mila euro, e tanti messaggi di affetto e incoraggiamento: “Non mollare”, “vai avanti così”, “complimenti per la determinazione”, “siamo con te”. 50 euro, 20, 10, qualcuno (un anonimo) addirittura 1000. Marco Montagna, studente di 23 anni dell’Università degli Studi San Raffaele di Milano, non se lo aspettava. La scelta di mettere la sua faccia in un crowfunding per pagarsi le tasse universitarie è stata lunga, sofferta ma alla fine inevitabile: “Un po’ l’ultima spiaggia – racconta ora – ma è un’esperienza toccante. Ero a terra, fa piacere ricevere messaggi di incoraggiamento”. Camicia a righe, codino e un cartello con i contatti social dell’Università San Raffaele, Marco si è messo in gioco su Gofundme.com e chiede a tutti, con un appello in inglese e in italiano, di aiutarlo a finire i suoi studi. Deve raggiungere 9 mila euro per pagare le tasse della sua università. Fino all’anno scorso è stato un beneficiario di borsa di studio. Da quest’anno però è fuori, a causa dei nuovi criteri con cui viene calcolato l’indicatore della situazione economica (Isee), come è accaduto ad altre migliaia di studenti in Italia.

Il sogno di Marco. Marco ha 23 anni ed è un eccellente studente. E’ iscritto al quinto anno del corso in inglese di Medicina e Chirurgia (International MD School), la sua media è altissima (29,3) ha sempre concluso i suoi esami in corso ed è già in pista per il suo progetto di tesi: vuole entrare a far parte del team del professor Attilio Bonanza, uno dei più importanti ematologi italiani, a capo del Laboratorio del San Raffaele per l’immunoterapia della leucemia. Sono quei ricercatori che stanno lavorando sul fronte più avanzato della lotta al cancro: mandare in soffitta la chemioterapia per sostituirla con la riprogrammazione del sistema immunitario. Marco viene da una famiglia “normale” di Urbino che si occupa di tutte altre cose, da piccolo voleva fare l’informatico, ma dopo qualche esperienza di malattie in famiglia e la scoperta del mondo delle biotecnologie grazie a un bravo professore del Liceo Scientifico cambia idea: vuole diventare un medico ricercatore e inventare nuove terapie che aiutino i malati a curarsi mantenendo il benessere. E’ una passione, e questo lo aiuta ad avere le idee molto chiare.

Un’università costosa. Si diploma con 100 e lode, cerca una Università che gli assicuri un futuro nella ricerca. Vuole crescere in un ambiente internazionale e stimolante. Viene a sapere dell’International MD School del San Raffaele. E’ una università privata, è a Milano: una scelta impegnativa per una famiglia qualsiasi. Solo il costo delle tasse è proibitivo: 18 mila euro all’anno. Senza considerare le normali spese di uno studente fuori sede. I genitori di Marco sono dubbiosi, ma lui insiste e fa una promessa: “Dissi che avrei vinto ogni anno la borsa di studio, altrimenti avrei lasciato”. Non ha fallito neanche un anno e ha sempre ottenuto l’esonero dalle tasse e un beneficio di 4 mila euro. Cosicché, grazie al diritto allo studio, ha potuto cominciare a costruire un futuro da ricercatore di tutto rispetto.

Vittima del nuovo Isee. Fino a quest’anno quando, a agosto, è arrivata la doccia fredda. I criteri per la compilazione dell’Isee sono stati riformati dal governo Monti, che ha cambiato i criteri per misurare la condizione economica delle famiglie italiane. Il nuovo “riccometro”, in vigore da gennaio, mira a rendere più trasparente la dichiarazione e scoraggiare i “furbi” attraverso puntuali controlli incrociati, ma ha anche stabilito che alcune cose valgono più di prima, come ad esempio le abitazioni. Cosicché chi ha una casa di proprietà su cui oltretutto non paga un mutuo, improvvisamente diventa più ricco. E’ accaduto alla famiglia di Marco, che vive in una casa in campagna: senza che praticamente nulla sia cambiato nella condizione economica il valore della abitazione è schizzato in alto perché per legge è stato stabilito un nuovo coefficiente di calcolo.

Il crowfunding. “Non è piacevole, come tutti possono immaginare, mettere in piazza i conti della mia famiglia. Ma non abbiamo nulla da nascondere, e non è una situazione che riguarda solo me perché ci sono 22 persone che hanno perso la borsa di studio al San Raffaele. Con alcuni di loro abbiamo intrapreso una battaglia: abbiamo scritto al rettore, al senato accademico, abbiamo cercato di far conoscere la nostra storia”, racconta Marco. L’Università ha dato qualche risposta: esiste un Fondo di emergenza per studenti in difficoltà, quest’anno è stato alzato il tetto e forse a marzo Marco riuscirà ad avere 5 mila euro. A lui e agli altri studenti esclusi inoltre è stato concesso di rateizzare il pagamento delle tasse. “E’ un aiuto, ma non sufficiente”, dice Marco. Che ha fatto i suoi calcoli: 18 mila di tasse più 4 mila per la sua stanza doppia a Milano. Servono 23 mila euro: calcolando i 5 mila che forse arriveranno dall’Università e dando fondo a tutti i suoi risparmi ne mancano 9 mila. “Così la mia fidanzata mi ha suggerito: perché non chiedi aiuto? Sicuramente ci sono moltissime persone al mondo che possono darti una mano. Mi vergognavo, ma non avevo altra scelta: beh, è stata una sorpresa”. Sono piovuti contributi di professori del Liceo, genitori degli Scout con cui Marco ha lavorato per anni, colleghi di Università, persino persone che hanno conosciuto la leucemia da vicino. Mancano 6 mila euro all’obiettivo. “E’ una responsabilità enorme – dice Marco – che però mi dà anche tanta motivazione. Non basta dire grazie: porterò per sempre con me queste persone quando indosserò il camice bianco”.