E’ LAVORO #NONÈUNHOBBY, ASSEGNISTI, DOTTORANDI E BORSISTI IN PRESIDIO AL MINISTERO DEL LAVORO

by / Commenti disabilitati su E’ LAVORO #NONÈUNHOBBY, ASSEGNISTI, DOTTORANDI E BORSISTI IN PRESIDIO AL MINISTERO DEL LAVORO / 16 View / 22 maggio 2015

Rete della Conoscenza e Link – Coordinamento Universitario parteciperanno, giovedì 28 maggio, al presidio sotto il Ministero del Lavoro, per chiedere con forza l’estensione della dis-coll ad assegnisti di ricerca, dottorandi e borsisti, perché sia veramente riconosciuto il valore sociale della ricerca e della formazione in questo Paese, per costruire una prospettiva di universalizzazione delle forme del welfare.

È LAVORO #NONÈUNHOBBY

Assegnisti di ricerca, dottorandi e borsisti rivendicano il diritto all’indennità di disoccupazione DIS-COLL. Giovedi 28 Maggio presidio sotto il Ministero del Lavoro h. 16.00 

Quello svolto dagli assegnisti di ricerca, dai dottorandi e dai borsisti di ricerca non é vero lavoro. Questo l’argomento usato dal Ministro Poletti per negare il diritto all’indennità di disoccupazione DIS-COLL alla porzione più precaria dei giovani ricercatori di Università ed Enti di ricerca.

A dispetto della retorica del Jobs Act, infatti, i nuovi ammortizzatori sociali non sono per tutti.

Un’esclusione incomprensibile quella di assegnisti, dottorandi e borsisti, giustificata negando la dignità del lavoro di circa 60.000 persone che rappresentano una delle poche possibilità di rilancio del nostro Paese.

Al Ministro forse non é noto che oltre un terzo del personale accademico è composto da queste figure, senza le quali gli atenei e gli enti, privati da anni di risorse finanziarie e strangolati dal blocco del turn-over, non potrebbero garantire gran parte delle proprie attività di ricerca e didattica. Il Ministro dimentica anche che gli assegni di ricerca sono omologati ai collaboratori coordinati e continuativi e che tutte queste figure versano oltre il 30% del loro reddito alla gestione separata INPS per contributi sociali e previdenziali, senza riceverne molto in cambio. Forse il Ministro pensa che quello della ricerca sia un hobby di massa coltivato da 30-40enni annoiati.

Cosa succederebbe se tutti questi “non lavoratori” smettessero di svolgere le loro attività e di versare i contributi? Come andrebbero avanti gli Atenei e gli Enti di ricerca? Come si sosterrebbe il sistema previdenziale?

Il sistematico svilimento dei giovani (e ormai non più giovani) ricercatori nel nostro paese ha assunto toni e livelli parossistici. Da una parte la retorica dell’innovazione e la pubblica lamentazione per la fuga dei cervelli, dall’altra la svalutazione della ricerca e l’ennesima discriminazione dei ricercatori precari nell’accesso al welfare. Un welfare complessivamente escludente e selettivo nei confronti dei soggetti più fragili, privo di strumenti universali come il reddito minimo garantito capaci di rivolgersi a tutti.

Rivolgiamo un appello ad assegnisti e dottorandi, alle associazioni, organizzazioni e gruppi informali della comunità accademica nazionale e a tutti coloro che hanno a cuore il destino dei giovani ricercatori e dell’università italiana, affinché si mobilitino in difesa del diritto del Paese a un sistema di welfare non discriminatorio. Durante il presidio verranno consegnate al Ministero  le migliaia di firme raccolte dalla petizione online #perchénoino promossa da FLC CGIL e ADI per chiedere il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL.