DM requisiti minimi? Governo usa precari come tappabuchi

by / Commenti disabilitati su DM requisiti minimi? Governo usa precari come tappabuchi / 47 View / 8 aprile 2015

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Il decreto numero 194 del 27 marzo contiene i requisiti minimi per l’accreditamento dei corsi di studio. Tali criteri sono stati stabiliti nel 2013 con il decreto 47 ricavato dal noto documento ANVUR sull’accreditamento e valutazione degli atenei (AVA), poi lievemente modificato con il dm 1059/13.

Da subito avevamo espresso pesanti criticità sul sistema di accreditamento per come formulato in tali decreti. L’idea di fondo che li ispira, cioè quella di vincolare un determinato numero di studenti ad uno specifico contingente di professori, è di per sé un principio corretto, che, abbinato ad altri interventi, può garantire una didattica di maggiore qualità. Questo principio però, applicato in un regime di blocco assunzionale e scarse risorse che ormai perdura da molti anni, porta molti corsi a non poter più soddisfare i criteri di accreditamento e quindi a rischiare di non poter più erogare la propria offerta formativa. In più il sistema dei punti organico, distribuiti su base premiale, ha favorito una fortissima disomogeneità tra diversi atenei, danneggiandone alcuni molto più di altri e mettendo a rischio i loro corsi di studio.”

Il suddetto decreto 194 prevede la possibilità per gli atenei di utilizzare ai fini del conteggio dei docenti di riferimento di un corso due figure di docenza prima non previste. In particolare facciamo riferimento a contratti a termine  – previsti dalla riforma Gelmini e dalla legge 230/2005 – che possono essere usati dai corsi in difficoltà per ‘tappare i buchi’ necessari al soddisfacimento dei requisiti minimi di docenza. Dopo qualche anno dalle nostre denunce quindi la situazione è diventata critica, come era facilmente prevedile. La risposta del Ministero non è quella che ci si potrebbe aspettare per risolvere ala radice il problema. Invece di permettere agli atenei di assumere un contingente aggiuntivo di docenti, si preferisce una soluzione tampone inserita nella miope ottica dell’emergenza, che preferisce utilizzare nuovamente figure precarie per sostenere un sistema ormai al collasso per la mancanza i fondi.

Si rendono oramai necessarie azioni volte al contrasto alla precarietà, ormai sempre più strutturata, di tutto il mondo della ricerca. Azioni che vanno quindi in direzione opposta rispetto a quella promulgata dal questo decreto.

Qui trovate il DM 194 sui Requisiti accreditamento Corsi di studio