Diritti, Formazione e Retribuzione: parte un percorso nazionale per praticanti, tirocinanti e giovani avvocati!

by / Commenti disabilitati su Diritti, Formazione e Retribuzione: parte un percorso nazionale per praticanti, tirocinanti e giovani avvocati! / 527 View / 17 aprile 2015

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Sei un praticante in uno studio legale? Un  laureando in Giurisprudenza?
Una studentessa di una scuola di
specializzazione?
Tirocinante presso un tribunale? Una giovane avvocata?
Hai dubbi sul tuo percorso di studi perché nonostante 8 tonnellate di manuali non sai ancora fare un atto di citazione?
Continui a domandarti che forse tutti i soldi spesi per la Scuola di specializzazione sono un po’ troppi?
Da circa un anno fai il volontariato presso i tribunali senza manco un rimborso spese?
Credi che portare caffè, dare passaggi in auto, fare file in posta, smistare telefonate e fare fotocopie non siano attività che rientrino nel praticantato forense?
Non hai soldi per pagare la Cassa Forense e dopo solo due anni di professione stai già pensando di cancellarti dall’Ordine?

Se la tua risposta a queste domande è “…Sì!“, bene…sei capitato nel posto giusto!

Nessun soggetto politico, sindacale o di categoria si è mai occupato dei nostri problemi, così come nessuna istituzione ha mai portato a termine un vero miglioramento, non v’è mai stato un tentativo di autorganizzazione o banalmente di denuncia circa quello che subiamo ogni giorno sulla nostra pelle e sui nostri nervi.

Questo è senz’altro derivato dal fatto che siamo soggetti fortemente ricattabili, ma anche perché manca completamente un’identità, un senso di appartenenza ad una categoria non solo di sfigati, ma anche di aventi e richiedenti diritti.

Costruire questa identità vuol dire per prima cosa conoscersi, mettere insieme delle esperienze diverse da Nord a Sud, far incontrare praticanti di tante città, mettere a nudo le nostre difficoltà, ma anche scambiarci idee, condividere ipotetiche soluzioni e soprattutto far parlare di noi.

In sintesi: aprire un dibattito pubblico sulla condizione di praticanti e giovani avvocati.

Il nostro obiettivo è quello di costruire un network nazionale che si occupi realmente dei diritti dei praticanti avvocati e delle figure ibride esistenti e che svolga una funzione di rappresentanza sociale e politica (non proprio sindacale in senso stretto) per quelle migliaia di ragazzi e ragazze persi nel mare magnum della precarietà del settore forense.


precari-protesta_interna-nuovaPer un problema complesso una
soluzione complessiva
Dopo una lunga elaborazione siamo giunti alla conclusione che un’analisi complessiva delle problematiche relative al mondo forense risulterà monca ed insufficiente laddove posta in essere con un approccio settoriale.
Le connessioni (o meglio le dis-connessioni) tra il mondo della formazione universitaria e quello della libera professione sono ineludibili.
Da una parte sempre più spesso molte competenze relative alla formazione dei praticanti sono ripartite proprio tra il Ministero dell’Università ed il Ministero della Giustizia, dall’altra tanti ostacoli incontrati dai giovani praticanti fino al conseguimento dell’abilitazione nascono proprio nelle aule di studio accademiche: su tutte la quasi totale assenza di nozioni di tipo pratico in grado di preparare anche solo sommariamente lo studente al mondo della professione forense.
Da questa riflessione abbiamo provato a stilare una serie (parziale) di punti su cui concentrare la nostra attenzione, partendo da un assunto: un cambiamento complessivo della condizione di molte e molti di noi potrà avvenire solo dopo una complessiva riforma dell’intera filiera formativa e professionale forense.

La formazione dei futuri giuristi
– riforma della LMG 01, attualmente al vaglio del CUN, e su cui LINK è uscita con una lettera aperta firmata da tutti i rappresentanti di ogni ordine e grado iscritti a Giurisprudenza;
– approvazione della Convenzione quadro nazionale per l’anticipo di 6 mesi di pratica forense durante l’Università.
– svolgimento dei Tirocini presso gli uffici giudiziari previsti dall’art 73 del Decreto legge 13 giugno 2013, n.69 (c.d. “Decreto del Fare”) con la L. 9 agosto 2013, n.69;

Praticantato: quadro legislativo italiano ed europeo
– riforma forense L. 31 dicembre 2012, n. 247 con particolare attenzione all’esame di abilitazione per l’esercizio della professione forense;
– ruolo delle scuole di specializzazione per le professioni legali D.lgs 17 novembre 1997, n. 398;
regolamento per lo svolgimento del tirocinio per l’accesso alla professione forense;
– comparazione con altri ordinamenti europei (nella prima parte di questo link le esperienze inglesi, francesi e spagnole);

Praticantato: diritti e doveri nella formazione professionale
– contratto praticante – titolare dello studio professionale (nell’ultima parte di questo link delle ipotesi contrattuali);
– contratto collettivo nazionale di lavoro di studi professionali;
– oneri e contributi per l’iscrizione all’albo dei praticanti;
– il ruolo della Cassa Forense, del Consiglio Nazionale Forense per il diritto alla retribuzione (qui l’ultimo bilancio d’esercizio);
– il ruolo degli enti locali per il diritto allo retribuzione (vedi il progetto GiovaniSì sostenuto dalla Regione Toscana)
– diritto alla malattia, alle ferie e alla maternità/paternità;
– diritto alla previdenza, all’assicurazione sanitaria e all’assicurazione da responsabilità civile;
– diritto alla rappresentanza e locale e nazionale.

Il regime (militare) dei minimi previdenziali
Regolamento di attuazione dell’art. 21 della L. 247/12.


locandina_cgil_praticanti_sfruttatiIl Gruppo di lavoro nazionale LINK –
Praticanti
Sin dalla primavera del 2012 ha fatto capolino nell’elaborazione di LINK la questione dei praticanti e dei loro diritti negati, ai tempi era appena stata lanciata la campagna nazionale “Con il Contratto”.
Abbiamo ritenuto che questo spazio fosse particolarmente importante per evolvere il ruolo delle organizzazioni studentesche da soggetti di rappresentanza degli studenti a soggetti di rappresentanza generazionale capaci di interpretare figure ibride e di collocazione mediana sia all’interno del mondo della formazione che in quello lavorativo, ma comunque fortemente necessitanti di un’azione politica e sindacale.
Per molto tempo ci siamo occupati (continuando tutt’ora a farlo dato che la trattativa è ancora apertissima) dell’anticipo della pratica forense (tra i tanti leggi qui, qui e qui), ma sin dal lancio della campagna nazionale #iovoglio (leggi qui e qui), ci siamo ripetuti che la questione della convenzione nazionale per l’anticipo della pratica sarebbe stata utilizzata solo strumentalmente al nostro interno per aprire un dibattito nell’organizzazione circa la questione ben più ampia della condizione dei praticanti (in particolar modo del campo giuridico).
In ultimo, nell’estate del 2013, con la campagna Voglio Restare, ci siamo occupati di denunciare (vedi qui e qui) l’assenza di retribuzione o di un rimborso spese, previsto per i tirocini negli uffici giudiziari previsti dal c.d. “Decreto del Fare”.

Una proposta operativa
Vogliamo coinvolgere i/le molti/e che hanno attraversato le organizzazioni studentesche, quelli che già fanno parte di reti sociali e politiche, ma anche e soprattutto chi non ha mai avuto esperienze politiche e vive una condizione di sfruttamento.

Vogliamo prenderci il lusso della fantasia e la forza di una scommessa.
Il nostro tempo è qui e comincia adesso…
Diritti, Formazione e Retribuzione: parte un percorso nazionale per praticanti, tirocinanti e giovani avvocati!