“DIMISSIONI”. Questa la parola d’ordine delle proteste studentesche in tutta Italia contro il ddl Gelmini

“DIMISSIONI”. Questa la parola d’ordine delle proteste studentesche in tutta Italia contro il ddl Gelmini

by / Commenti disabilitati su “DIMISSIONI”. Questa la parola d’ordine delle proteste studentesche in tutta Italia contro il ddl Gelmini / 5 View / 24 novembre 2010

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“Chiediamo che il governo prenda atto del proprio fallimento e si dimetta. – dichiarano gli studenti e le studentesse di LINK-Coordinamento Universitario – Noi siamo precari, ma il governo è più precario di noi. Le mobilitazioni di oggi hanno votato nelle piazze attraversate dai cortei, nelle facoltà occupate, nelle città bloccate, nei tetti presidiati, la sfiducia al governo Berlusconi. Il ddl Gelmini smantellerebbe definitivamente l’università pubblica italiana, un governo senza maggioranza né in parlamento né nel paese deve prendere atto della sconfitta e andare a casa. Resteremo sui tetti e nelle città, continueremo a oltranza le occupazioni e le mobilitazioni finché non li avremo cacciati.”

 

La mappa della protesta.


Roma: un corteo non autorizzato si è ripreso le strade della città, dirigendosi verso Montecitorio e assediando poi Palazzo Madama, chiedendo le dimissioni del governo. Alcuni studenti sono riusciti, per pochi istanti, a entrare nell’edificio che ospita il Senato.

 

Torino: occupato Palazzo Nuovo, 400 persone hanno dormito lì dentro, e stamattina picchetti che hanno bloccato la didattica, sostituita da seminari organizzati insieme ai ricercatori in mobilitazione, che nel frattempo continuano a oltranza la protesta sul tetto. Alle 14 grande assemblea d’ateneo, da cui è scaturito un corteo che è in marcia verso la sede di Confindustira.

 

Padova: occupata da ieri sera la facoltà di Scienze Politiche. Stamattina picchetti hanno bloccato la didattica a Scienze Politiche, Lettere, Scienze e Psicologia, raccogliendo circa 1000 studenti che si sono riuniti in corteo. Il corteo ha girato la città, blindata da un imponente schieramento di polizia, bloccando il tram presso il cavalcavia Borgomagno e il traffico in diversi punti della circonvallazione. Una carica della polizia ha impedito agli studenti di bloccare i binari ferroviari e la tangenziale.

 

Pisa: occupate ben 7 facoltà (scienze, scienze politiche, lingue, lettere, giurisprudenza, ingegneria ed economia), a cui dovrebbe aggiungersi in serata, dopo l’assemblea, anche Agraria. Un corteo di oltre 3000 persone ha bloccato i cinque ponti principali sull’Arno, per poi arrivare a bloccare l’aeroporto e infine, superando una carica della polizia, anche la stazione ferroviaria.

 

Salerno: studenti e ricercatori sui tetti dell’Università

 

Siena: stamattina gli studenti hanno bloccato, incatenandosi simbolicamente, la riunione plenaria del corpo accademico convocata dal rettore per illustrare il proprio programma, chiedendo e ottenendo che si discutesse del ddl Gelmini. Circa 200 persone, provenienti in particolare dall’Università per Stranieri, sono riuscite a entrare in stazione e bloccare i binari per circa mezz’ora.

 

Messina: studenti e ricercatori da stamattina sul tetto dell’Università, e proseguiranno a oltranza, anche la notte.

 

 

Firenze: occupata scienze della formazione, altre probabilmente si uniranno stasera.

 

Trieste: studenti e ricercatori intorno alle 13 sono saliti sul tetto del dipartimento di fisica. Stasera assemblea a Scienze, domani sit-in di fronte alla prefettura.

 

Bari: domani ore 10 presso p.zza Umberto I, sit-in di studenti, ricercatori e dottorandi in difesa dell’Università pubblica e contro il ddl Gelmini in discussione alla Camera dei deputati. Sarà presente l’assessore regionale al diritto allo studio e alla formazione Alba Sasso.