Delega sull’accesso all’insegnamento. Un passo in avanti ma la strada è ancora lunga.

by / Commenti disabilitati su Delega sull’accesso all’insegnamento. Un passo in avanti ma la strada è ancora lunga. / 1283 View / 19 gennaio 2017

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio è stato presentato alla Camera dei Deputati il disegno di legge n.377 in materia di formazione iniziale e accesso all’insegnamento per la scuola secondaria.

LA FASE TRANSITORIA

Apprendiamo che dopo tante battaglie portate avanti in questi mesi come LINK-Coordinamento Universitario finalmente il Ministero accoglie la nostra proposta di istituzione di un terzo ciclo di TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per l’abilitazione all’insegnamento come fase transitoria nell’attesa dell’entrata in vigore del nuovo sistema del concorso-corso.

Riteniamo che la decisione del Ministero rappresenti un avanzamento ma questo non basta. E’ quanto mai necessario che il III ciclo di TFA venga bandito a partire dal 2017 e che abbia valore concorsuale, oltre alla necessità di garantire l’accesso ai benefici del diritto allo studio a tutti i tieffini e l’istituzione di una tassazione progressiva, nonché riforme sul piano didattico, ad oggi ancora troppo carente.

Il terzo e ultimo ciclo di TFA, infatti, dovrebbe fungere da disposizione transitoria per sopperire alla richiesta di abilitazione all’insegnamento fino all’entrata in vigore del nuovo sistema del concorso-corso, previsto per l’anno scolastico 2020/2021.

Tuttavia l’entrata a regime del concorso si svolgerebbe troppo tardi a causa della mancata copertura finanziaria da parte del Governo con la conseguenza di scaricare sugli studenti l’onere del corso e di non poter garantire realmente una copertura totale della domanda di abilitazione. Chiediamo pertanto che il concorso si svolga già a partire dal 2017 o, in alternativa, sia anticipato di almeno un anno accademico e che il III ciclo di TFA venga indetto da subito e con tutte le modifiche elencate, dal momento che non può da solo garantire l’abilitazione alle migliaia di neolaureati.

IL CONCORSO-CORSO

Il Concorso-corso – già elaborato durante il Governo Renzi – consiste in un concorso pubblico a numero chiuso, su base regionale, con cadenza biennale, cui possono accedere tutti coloro che sono in possesso di una laurea magistrale, magistrale a ciclo unico, diploma di II livello di alta formazione artistica, musicale e coreutica, o titoli ad essi equipollenti; il possesso di 24 CFU in materie psicologiche, pedagogiche, antropologiche e didattiche; il possesso del livello B2 di una lingua straniera. Quest’ultimo requisito però, non è quello attualmente richiesto ai laureati italiani, pertanto il suo conseguimento risulterà a carico degli studenti, andando così a penalizzare coloro che non possono permettersi di frequentare corsi alternativi, spesso molto costosi. Similmente, i 24 CFU in materie pedagogiche non sono previsti da quasi nessun piano di studi e talvolta non è possibile neanche acquisirli come crediti liberi perchè non previsti dall’offerta formativa della propria università; questo costringerebbe gli studenti a pagare l’iscrizione ad esami singoli. Superato il concorso – che consiste in due prove scritte e una orale – si accede al corso di durata triennale alla fine del quale vi sarà una valutazione, che, se superata positivamente, darà accesso al ruolo. All’inizio del corso il candidato sarà tenuto a firmare un contratto di durata triennale retribuito dallo Stato, le cui condizioni normative sono definite in sede di contrattazione collettiva nazionale.

Il primo anno di corso consiste in un diploma di specializzazione in pedagogia e didattica, composto da lezioni, seminari, laboratori e tirocini nelle scuole (il tutto a tempo pieno), per un totale di 60 CFU, e al termine del quale viene riconosciuta l’abilitazione all’insegnamento. I soggetti già in possesso di un titolo di abilitazione all’insegnamento accedono direttamente al biennio, previa valutazione da parte di una commissione che comprenderà comunque il dirigente scolastico e il tutor scolastico, e al solo terzo anno in caso di un’esperienza di almeno 36 mesi continuativa in una scuola.
Il secondo e il terzo anno di corso – ai quali si accede rispettivamente dopo aver ottenuto il diploma di specializzazione e dopo una valutazione intermedia alla fine del secondo anno – si svolge come tirocinio in classe nella scuola interessata nelle supplenze e nei posti vacanti, pur dovendo conseguire 15 CFU nel secondo anno e 5 CFU nel terzo nell’ambito dell’innovazione e della sperimentazione didattica. Coloro i quali non fossero in possesso di abilitazione all’insegnamento ma avessero maturato 36 mesi di servizio nelle scuole, anche non continuativi, dovranno sostenere solo il diploma di specializzazione del primo anno per poi accedere direttamente al terzo.

Al termine del terzo anno di corso una commissione composta dal dirigente scolastico, da docenti universitari e dai tutor scolastico e universitario del contrattista valutano la crescita e l’operato del candidato e, in caso di esito positivo, ne stabiliscono l’immissione in ruolo. I contrattisti che non superano la valutazione finale possono tuttavia provare ad accedere nuovamente al concorso e, in caso di superamento, accedere alla parte residuale del corso.

Pensiamo che il concorso-corso sia un decisivo passo in avanti rispetto ai sistemi di abilitazione e accesso all’insegnamento, chiediamo tuttavia l’apertura di una discussione rispetto alla struttura del sistema e delle garanzie sul piano contrattuale, normativo e retributivo, affinché questo sistema non si riveli, come troppo spesso accade, un tappabuchi di un settore con una massiccia carenza di organico.