DDL SCUOLA: APPROVATI EMENDAMENTI COSCIA E GHIZZONI. LE NOSTRE PROPOSTE SU CONCORSO E ABILITAZIONE

by / Commenti disabilitati su DDL SCUOLA: APPROVATI EMENDAMENTI COSCIA E GHIZZONI. LE NOSTRE PROPOSTE SU CONCORSO E ABILITAZIONE / 1480 View / 26 maggio 2015

 

Il DDL Scuola ha effettuato il suo primo passaggio alla Camera il giorno 20 maggio. Nel corso della discussione sono stati approvati due emendamenti di fondamentale importanza: l’emendamento Ghizzoni sul tema delle abilitazioni e l’emendamento Coscia che bandisce il prossimo concorso. Come LINK – Coordinamento Universitario  nella campagna #iovoglioinsegnare ci occupiamo del tema dell’ insegnamento chiedendo la tutela di coloro che si trovano nel momento di transizione da un sistema di abilitazione all’altro e pretendendo che si elabori una modalità di abilitazione univoca per evitare la creazione di nuove sacche di precarietà nel mondo della Scuola. Dall’altro lato sosteniamo che vada risolta nel più breve tempo possibile la problematica relativa ai numerossissimi abilitati che non sono attualmente inclusi nel piano di assunzioni del DDL Scuola. Vediamo ora più in dettaglio gli emendamenti approvati.

Emendamento Coscia – concorso riservato

Propone di istituire un concorso da bandire nell’ottobre del 2015 riservato agli abilitati TFA e PAS. I posti garantiti dovrebbero essere circa 60 mila. Considerato che i numeri degli attuali abilitati sono ben superiori a tale cifra è evidente che questo concorso lascerà fuori un discreto numero di persone, che dovranno poi aspettare il concorso successivo. Tale emendamento, inoltre, prevede l’esclusione di neolaureati e precari della terza fascia che dovranno attendere per ben tre anni fino al 2018, quando, secondo le indiscrezioni, è previsto il prossimo concorso. In questi tre anni i neolaureati  non potranno né abilitarsi (poichè il TFA è soppresso) né fare delle supplenze.

Emendamento Ghizzoni – concorso corso per l’abilitazione

Prevede l’istituzione di un concorso bandito regolarmente che dia accesso a tre anni di tirocinio pagati e validi ai fini previdenziali. A questo concorso potranno accedere tutti coloro che abbiano conseguito, in aggiunta al loro percorso di studi, 36 crediti di materie didattico – pedagogiche. Questo emendamento va nella direzione positiva di superare la separazione tra abilitazione e reclutamento, anche se permangono alcuni dubbi. Rispetto al conseguimento dei 36 crediti: essi costituiscono un anno di studio aggiuntivo a quelli necessari alla laurea, che un aspirante insegnante deve investire senza la certezza poi di essere vincitore del concorso e di poter quindi ultimare la sua formazione. Inoltre resta da capire chi erogherà questi crediti e se saranno a carico economico dello studente.

Rispetto agli anni di tirocinio, va chiarita la modalità con cui saranno svolti per evitare che si trasformino in un sistema per coprire le supplenze e garantire invece che siano realmente un percorso formativo. Ulteriore dubbio riguarda le modalità di effettuazione della valutazione prevista al termine del tirocinio. Chi svolgerà questa valutazione? Secondo quali criteri?

La nostra proposta: piano pluriennale + concorso –  corso  

E’ necessario, per risolvere il difficile nodo del rapporto tra chi è già abilitato e chi aspira ad abilitarsi, riconoscere un giusto diritto di priorità a chi ha conseguito (dopo selezione e diverse spese) l’abilitazione, senza escludere, allo stesso tempo, chi non è abilitato dandogli la possibilità di accedere ad un concorso.

Si propone , attraverso ulteriori modifiche del disegno di legge in Senato, di inserire nel piano di assunzioni previsto dal DDL Scuola tutti gli abilitati, tramite un piano pluriennale di assunzioni e dedicare, di conseguenza, il prossimo concorso ai neolaureati e ai non abilitati.

A questo punto il prossimo concorso dovrebbe essere il primo concorso-corso previsto dal DDL ed essere quindi direttamente riservato a non abilitati e neolaureati. Rispetto ai 36 CFU in materie didattico – pedagogiche necessari per poter partecipare al concorso – corso, si propone inoltre di apportare una modifica all’emendamento Ghizzoni, prevedendo il conseguimento dei crediti dopo il concorso, contestualmente al tirocinio . In questo modo si eviterebbe che molti conseguano i crediti necessari per accedere al concorso senza poi vincerlo e quindi senza poter completare il percorso di abilitazione.

Con questa proposta si vogliono tutelare tutte le categorie di precari e studenti che stanno percorrendo la difficile strada per diventare insegnanti con il fine anche di ricomporre in parte le fratture generate da anni di politiche che hanno incentivato la guerra tra le diverse tipologie di precari della Scuola.   Essa però non è sufficiente se non si attiva un ragionamento serio sul tema del fabbisogno grazie al quale si possa aumentare il numero di cattedre in base alle effettive esigenze del sistema. Chiediamo inoltre con forza che venga rivista la legge Fornero, nell’ottica di un abbassamento dell’età pensionabile che permetta di liberare un numero superiore di cattedre a favore di una nuova generazione di insegnanti.