Cosa sono i TeCo: il Modello Invalsi esteso all’Università

by / 1 Comment / 999 View / 12 maggio 2015

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COSA SONO I TECO?

I TEst delle COmpetenze effettive di carattere generalista dei laureandi italiani, sono delle prove basate sul modello dei CLA+ americani, ovvero dei test che combinano riposte multiple con risposte aperte per verificare le cosiddette soft skill.

Le soft skill sono quelle competenze trasversali, che permettono all’individuo di adattarsi nel modo più efficace all’interno del proprio contesto, permettendogli di raggiungere gli obiettivi previsti, al di là del bagaglio di competenze tecniche a sua disposizione. Nello specifico, i TeCo dovrebbero indagare le capacità di problem solving, critical thinking e ability to communicate: alcune delle competenze preziose non solo nell’ambito accademico, ma in diversi aspetti dellla quotidianità.

 

DOVE LI TROVIAMO E PERCHÈ?

Nel decreto 19 del 2012, il famoso Decreto AVA. Vengono presentati come una sperimentazione, portata avanti in 12 Atenei italiani (più altri che si sono proposti volontariamente come campione); al termine della sperimentazione, i risultati di questi test saranno utilizzati come criterio di ripartizione dell’FFO tra gli Atenei: quelli nei quali gli studenti avranno avuto punteggi più alti, avranno risorse economiche maggiori rispetto agli altri.

 

COSA SIGNIFICA?

Questa velata ed ulteriore minaccia, all’interno del decreto AVA spaventa e lascia spiazzati per diversi motivi:

– all’interno della strutturazione della sperimentazione dei teco, non si chiarisce quali siano gli obiettivi da raggiungere, né tantomeno con quali strumenti farlo, manca una condivisione degli scopi e degli strumenti con quelli che sono gli organi nazionali (CRUI, CUN, CNSU): non viene rispettato alcun aspetto di metodo che permetta di intravedere l’efficacia di quest’azione;

– seppur sembra corretto pensare che all’interno del percorso universitario ci si debba occupare dell’implementazione di queste competenze trasversali, sempre più utili all’interno di una società che richiede forti sforzi di adattamento dell’individuo e che prende a paradigma il Life Long learning, in nessun aspetto della didattica si vedono delle indicazioni volte a programmare il loro  sviluppo: la valutazione dei teco quindi, non si basa sullo sforzo delle istituzioni, ma sullecapacità e risorse dei singoli studenti, strettamente legate alle proprie condizioni materiali di partenza;

– è impensabile che la valutazione di aspetti così legati alle caratteristiche individuali degli studenti, abbia come fine un modello premiale a proposito delle risorse economiche: sebbene questo sia ormai un must del sistema ANVUR, non possiamo esimerci dal ribadire che questo modello alimenta il divario tra i diversi atenei, rendendo impossibilitati quegli atenei che presenteranno bassi punteggi a modificare il proprio assetto didattico per implementare questi aspetti.

 

Per approfondire:

Qui  un articolo di Alessandro Ferretti pubblicato dal Fatto Quotidiano

Qui  la mozione approvata dal CUN nella seduta di Ottobre 2014