Cosa c’è dietro lo strano scontro tra il Corsera e Profumo?

by / Commenti disabilitati su Cosa c’è dietro lo strano scontro tra il Corsera e Profumo? / 8 View / 26 gennaio 2012

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Domani il Consiglio dei Ministri discuterà della norma che prevede l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Un attacco durissimo all’università pubblica, al diritto allo studio e alle prospettive di chi vive una condizione di disagio economico.

In questi giorni sul tema si sono espressi diversi esponenti del mondo politico e del governo. Dal Presidente del Consiglio al responsabile università del Partito Democratico Marco Meloni. Tutti favorevoli al provvedimento. Non una parola è giunta a riguardo dal ministro competente in materia: Francesco Profumo.

Voci di corridoio nel ministero parlano di un ministro Profumo contrario all’abolizione del valore legale del titolo di studi. La discussione sul tema era iniziata nel Consiglio dei Ministri della scorsa settimana e probabilmente a ottenere un rinvio della decisione in materia è stato proprio il ministro dell’Istruzione.

Oggi, il Corriere della Sera pubblica in prima pagina un articolo, “Profumo e quel (mancato) bel gesto“, in cui denuncia con clamoroso ritardo il conflitto d’interesse di Profumo, ministro dell’Istruzione e Presidente del Consiglio dei Ministri. La notizia è vecchia e conclamata. Tempo fa l’avevamo pubblicata sul Corsaro e molti altri giornali e blog avevano fatto lo stesso. Non c’è alcuna scadenza o avvenimento che ha spinto il Corsera ha pubblicare oggi con tanta evidenza questa “notizia”.

Il Corsera non pubblica mai casualmente articoli del genere. Viene da chiedersi perché sia stato pubblicato proprio oggi, alla vigilia di un delicato consiglio dei ministri. Non serve essere degli acuti analisti politici per collegare gli episodi.

Il Corriere della Sera è uno dei principali sponsor, insieme a Confindustria, dell’abolizione del valore legale del titolo di studio. Il ministro Profumo, che nonostante la continuità con la Gelmini gode di una certa popolarità, sarebbe contrario a tale norma. La soluzione? Un bell’attacco a mezzo stampa sbattuto in prima pagina.

E così un tema come il conflitto d’interessi di Profumo, giustamente agitato dai difensori dell’università pubblica, diventa un arma nelle mani di coloro che vogliono distruggerla.

(26 gennaio 2012) Il Corsaro