Corsi obbligatori per tirocinanti avvocati: a rischio il futuro di tanti studenti e giovani per l’accesso alla professione

by / Commenti disabilitati su Corsi obbligatori per tirocinanti avvocati: a rischio il futuro di tanti studenti e giovani per l’accesso alla professione / 448 View / 19 marzo 2018

Share

Lo scorso 16 Marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto riguardante il “Regolamento recante la disciplina dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato” in cui si istituiscono corsi obbligatori per i tirocinanti avvocati.

 

Non solo con tale regolamento il Consiglio nazionale dell’Ordine Forense potrà accreditare in forma discrezionale altri Enti all’organizzazione dei corsi oltre i Consigli dell’Ordine e le Associazioni Forensi, ma gli organizzatori dei corsi potranno discrezionalmente programmare il numero delle iscrizioni al corso, obbligatorio per tutti i tirocinanti avvocati per accedere all’esame per l’avvocatura, con il rischio concreto di numeri chiusi all’accesso.

Già gli scorsi anni avevamo denunciato assieme a Dike – Network dei tirocinanti avvocati i pericoli sottesi a tale misure, che vorrebbero ridurre il numero di avvocati e rendere l’accesso alla professione una corsa ad ostacoli.
Questo regolamento è finalizzato a tagliare il numero di avvocati, restringendo e limitando l’accesso alla professione e si applicherà ai tirocinanti iscritti nel registro dei praticanti dal 27 settembre 2018.

Non si può far pagare ai giovani l’incapacità del sistema di migliorarsi attraverso soluzioni alternative alle barriere all’accesso.
Le soluzioni alternative ci sono ma rimangono ignorate.
Occorrerebbe diversificare le opportunità lavorative dalla “libera” professione, ad esempio con:

– l’eliminazione del blocco del turn-over nel pubblico impiego ed il conseguente aumento di concorsi nel settore della Giustizia (assunzione di ausiliari, operatori, assistenti e funzionari giudiziari, cancellieri e direttori amministrativi e abolizione delle figure di Tirocinanti ex art. 73 e 37) ed in generale nel pubblico impiego (dalla scuola a tutti gli enti pubblici)

– il finanziamento della ricerca universitaria e quindi di dottorati, assegni e posti da ricercatori a tempo indeterminato;

– la cancellazione del lavoro gratuito con la fissazione di un salario minimo legale e l’affermazione ex lege del contratto a tempo indeterminato a piene tutele come forma prevalente di assunzione del settore privato.

Con questo decreto si mette a rischio il futuro di tanti studenti e giovani aspiranti avvocato, non possiamo pagare noi l’incapacità e il fallimento della politica nel costruire reali soluzioni organiche per questo chiediamo al Ministero della Giustizia ed al Consiglio Nazionale Forense di fermare l’iter di approvazione del D.M., 09/02/2018 n° 17.