Conferenza stampa il 17 novembre: nuove idee per l’università per uscire dall’emergenza

by / Commenti disabilitati su Conferenza stampa il 17 novembre: nuove idee per l’università per uscire dall’emergenza / 82 View / 14 novembre 2015

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In quest’autunno si è fatto strada un fronte deciso a cambiare radicalmente l’università, ponendo fine alla deriva che negli anni ha portato all’affermazione di un sistema strutturalmente definanziato e competitivo, inaccessibile e prossimo al collasso.

Si tratta di un percorso avviato dalle realtà più rappresentative di chi vive quotidianamente i nostri atenei, che ha avuto come momento di lancio la partecipatissima assemblea dell’1 e 2 ottobre a Roma “Fuori dall’Emergenza”, con cui ci siamo posti l’obiettivo di dare inizio ad un processo di discussione e proposta realmente democratica sui temi dell’università, consci dell’importanza chiave che la riforma di questo settore ha per dare linfa e rinnovare le prospettive di sviluppo sociale ed economico del Paese intero. Questo processo di costruzione della proposta si è già avviato tramite assemblee in moltissimi atenei italiani, e gli studenti e le studentesse di Link hanno dato il loro contributo elaborando la Nuova Università, una riflessione collettiva che ribalta l’intero assetto del modello attuale, partendo dalla convinzione che l’istruzione universitaria debba essere di tutti e per tutti.

Noi abbiamo le idee chiare su quali siano le misure necessarie per dare una boccata d’ossigeno ai nostri atenei ed invertire la tendenza di politiche di tagli in atto da anni, politiche che il Governo Renzi ha a sua volta adottato in perfetta continuità con i precedenti, contraddicendo apertamente la sua retorica del cambiamento.

Ci troviamo infatti a fare i conti con una Legge di Stabilità che tace sulla scottante questione del Diritto allo Studio, non investendo neanche un centesimo ed evidenziando la sordità del Governo agli effetti disastrosi di espulsione dai benefici di DSU (e di conseguenza, troppo spesso, dallo stesso percorso universitario) causati dal nuovo calcolo dell’ISEE; ci troviamo a fare i conti con una Legge di Stabilità che incentiva la precarietà nell’università, permettendo agli atenei “virtuosi” di assumere Ricercatori a Tempo Determinato di Tipo A indipendentemente dai limiti al turn-over; assistiamo ad un provvedimento che offre il contentino dell’assunzione di 500 professori tramite chiamata diretta, stimolando la gerarchizzazione e la ricattabilità interna ai nostri luoghi della formazione. Assistiamo, inoltre, agli ennesimi tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, che abbiamo precedentemente denunciato e che mostrano in maniera eclatante quanto la volontà di investire in formazione terziaria sia solo una strategia mediatica e non una reale priorità nelle agende del Governo.

E’ per questo che abbiamo ritenuto di dover prendere parola su questa spinosa questione nel giorno della Mobilitazione studentesca internazionale lanciata dalla Rete della Conoscenza, intervenendo in maniera qualificata e puntuale proprio sulle voci di spesa e di investimento inserite nella legge tutt’ora in discussione: il giorno 17 novembre, alle ore 13 presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica, presenteremo insieme ad FLC CGIL, ADI e CRNSU le proposte emendative da noi elaborate, dando vita ad un confronto con le forze parlamentari sui temi dell’Università e ponendo alcuni punti fermi sui provvedimenti irrimandabili per poter uscire dall’emergenza.

Ecco di seguito alcune proposte:

  1. il reintegro del Fondo di Finanziamento Ordinario di 800 milioni di Euro, cioè quanto tagliato dal 2009 ad oggi;
  2. l’aumento del Fondo Integrativo Statale per garantire la copertura delle borse di studio e per dare risposta all’emergenza Isee;
  3. una riforma tassazione studentesca e “no tax area” fino a 23.000 euro di Isee
  4. un piano pluriennale di reclutamento di ricercatori a tempo determinato di tipo b che ne preveda 5000 all’anno per 4 anni in modo da mettere in sicurezza i nostri atenei e dare risposte ai tanti precari che hanno tenuto in piedi la didattica e la ricerca nell’ultimo decennio;
  5. lo sblocco del turn-over per tutte le figure dell’ Università e l’abolizione del sistema dei punti organico, insieme alla separazione delle risorse destinate al primo reclutamento da quelle per il passaggio dalla seconda alla prima fascia e dal ruolo a esaurimento dei ricercatori a tempo indeterminato a quello dei professori associati;
  6. un finanziamento a sostegno delle borse di dottorato che consenta la copertura di tutti i posti banditi;
  7. il mantenimento delle somme destinate all’edilizia universitaria.