CONCORSO FIT: NO AL NUMERO PROGRAMMATO PER I 24 CFU A PADOVA E POTENZA!

by / Commenti disabilitati su CONCORSO FIT: NO AL NUMERO PROGRAMMATO PER I 24 CFU A PADOVA E POTENZA! / 218 View / 12 ottobre 2017

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Nelle ultime settimane all’interno dei Senati Accademici e dei Consigli di Amministrazione degli atenei di tutta Italia si stanno discutendo le delibere di adeguamento, erogazione ed accesso ai 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche necessari per accedere al nuovo concorso FIT di abilitazione e accesso all’insegnamento.
Quali rappresentanti degli studenti e delle studentesse stiamo monitorando tutti i percorsi, per garantire che ci sia per gli iscritti della piena gratuità nell’acquisizione dei crediti e l’attivazione del semestre bonus in cui non si risulta fuori corso; allo stesso tempo stiamo ottenendo l’applicazione della NO TAX Area e la fasciazione in base al reddito per i costi di svolgimento degli esami per i già laureati.
Nell’Università di Padova e in quella di Potenza, tuttavia, i Senati Accademici hanno deliberato, nonostante i nostri voti contrari, e senza un precedente confronto con la componente studentesca, che la modalità di accesso ai corsi per l’acquisizione dei 24 CFU abbia un tetto massimo di 300 posti, ai quali possono accedere solo gli studenti già laureati e gli studenti al secondo anno di magistrale.
E’ assurdo che venga imposta una limitazione all’accesso per acquisire un requisito indispensabile per poter svolgere un concorso pubblico, e le motivazioni addotte dai due atenei sulla carenza di fondi, docenti e strutture non sono realistiche. I corsi seguiti sarebbero aggiuntivi al percorso ed in pochi potrebbero seguirli, considerando che tanti sarebbero lavoratori già laureati. Come abbiamo già richiesto ed ottenuto in tanti altri atenei, basterebbe mettere online le lezioni, svolgere contemporaneamente delle proiezioni delle lezioni in più aule etc.. Se il problema poi, fosse realmente la scarsità di fondi pretendiamo dalle amminsitrazioni che questi vengano richiesti al Ministero: non possono essere per l’ennesima volta gli studenti e le studentesse a pagare le conseguenze di un’università in macerie. Il numero programmato, inoltre, sarebbe basato su criteri anagrafici e di merito, ma questa ipotesi non è previsto all’interno del decreto che regola l’attivazione dei corsi per i 24 cfu (dm 616/2017),  né rientra tra le previsioni dalla Legge Zecchino che regola le ipotesi di istituzione del numero chiuso e programmato
Condanniamo fermamente le posizioni assunte dalle Università di Padova e di Potenza, ci stiamo mobilitando in entrambi gli atenei affinché le proposte dei due senati accademici vengano modificate nelle approvazioni dei rispettivi Consigli d’Amministrazione per garantire da subito il libero accesso a tutte e tutti ai corsi necessari all’acquisizione dei 24 cfu: #IoVoglioInsegnare!