Con il nuovo Isee più difficile l’accesso alle borse di studio: sul calcolo pesa anche l’assegno già ottenuto

by / 1 Comment / 11836 View / 16 gennaio 2015

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fonte Scuola24 - Il Sole 24 Ore - di Maurizio Bonazzi

Con il nuovo Isee più difficile l’accesso alle borse di studio: sul calcolo pesa anche l’assegno già ottenuto

Con il nuovo Isee, decollato il 2 gennaio, per gli studenti universitari sarà sempre più difficile ottenere borse di studio e prestazioni agevolate per il diritto allo studio. E non solo perché tra le componenti che concorrono a formare l’indicatore vanno ricompresi pure i redditi esenti, e quindi le stesse borse di studio: non viene più riconosciuto neppure l’abbattimento del 50% dei redditi e patrimoni dei fratelli e delle sorelle facenti parte del nucleo familiare.

Le nuove regole
Le regole sul nuovo ”riccometro”, contenute nel Dpcm n. 159/2013, prevedono infatti che a formare l’indicatore della situazione reddituale concorrano tutti i redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare del richiedente la prestazione, compresi quelli soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta e quelli esenti da Irpef. L’inclusione dei redditi esenti tra quelli che rilevano ai fini del calcolo dell’indicatore costituisce una vera novità in quanto per il calcolo della “vecchia” Isee non andavano indicati. Posto che tra i redditi esenti dall’Irpef sono comprese anche le borse di studio, lo studente che nel 2013 aveva già percepito una borsa di studio, se nel 2015 vorrà presentare l’Isee per concorrere ad una nuova assegnazione, dovrà indicare nella dichiarazione Isee (Dsu) l’ammontare della borsa di studio percepita nel 2013 di talché il relativo indicatore di ricchezza sarà, a parità di condizioni, più alto di quello a suo tempo presentato. A ciò si aggiunga che l’articolo 5, comma 6, del Dcpm 9/4/2001, che dettava specifiche disposizioni per il calcolo dell’Isee per gli universitari (cosiddettoIseu), prevedeva che il reddito ed il patrimonio dei fratelli e delle sorelle dello studente concorrevano alla formazione di tutti gli indicatori nella misura del 50 per cento. Posto che tale disposizione opera un rinvio al Dlgs n. 109/1998 (“vecchio” Isee) che è stato abrogato dall’articolo 15 del Dpcm n. 159/2013 (“nuovo” Isee), ne deriva che gli eventuali redditi e patrimonio di fratelli e sorelle dello studente contribuiscono per il loro intero ammontare alla determinazione dell’indicatore.

Il calcolo 
Per il calcolo delle Isee-Università, l’articolo 8 del Dpcm n. 159/2013 introduce poi delle deroghe rispetto alla disciplina generale anche se, in termini sostanziali, non costituiscono un elemento di novità rispetto al passato. Viene infatti previsto che in presenza di genitori non conviventi con lo studente che ne fa richiesta, quest’ultimo viene attratto nel nucleo familiare dei genitore a meno che non sia autonomo, ossia: in primo luogo che risieda fuori dall’unità abitativa della famiglia di origine da almeno due anni – decorrenti dalla data di presentazione della domanda di iscrizione per la prima volta a ciascun corso di studi – in alloggio non di proprietà di un suo membro e, secondo punto, che abbia un’adeguata capacità di reddito (attualmente stabilita in 6.500 euro annui). Il che significa che se non sussistono entrambe le condizioni, l’Isee tiene conto dei redditi e dei patrimoni dei genitori che non convivono con lo studente.

Il nucleo familiare di riferimento 
Qualora poi i genitori siano coniugati ma non conviventi tra loro, per l’individuazione dei del nucleo familiare di riferimento si applicano i criteri generali fissati dall’articolo 3 del Dpcm n. 159/2013. La questione si complica ulteriormente, anche sotto il profilo della compilazione della Dsu, quando i genitori non sono coniugati tra loro e uno di essi non è presente nel nucleo familiare. In tal caso il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore e che abbia riconosciuto il figlio, ai soli fini dell’Isee-Univesità si considera facente parte del nucleo familiare del figlio, a meno che non sia effettivamente assente dal nucleo stesso a causa del verificarsi di una delle seguenti situazioni: a) il genitore è coniugato con persona diversa dall’altro genitore; b) il genitore ha figli con persona diversa dall’altro genitore; c) sia stato stabilito con provvedimento dell’autorità giudiziaria il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli; d) sussista esclusione dalla potestà sui figli o sia stato adottato, ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare; e) risulti accertata in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici. Qualora non ricorrano i casi descritti alle lettere c), d), e) ma si verifichi una delle fattispecie di cui alle lettere a) e b), l’Isee-Università considera anche la situazione economica di tale genitore. In tali due circostanze, infatti, si tiene conto del reddito e del patrimonio del genitore non convivente che abbia formato un nuovo nucleo familiare, nonché della scala di equivalenza di tale nuovo nucleo. L’Isee dello studente viene quindi integrato con una componente aggiuntiva calcolata sulla base della condizione economica del genitore non convivente, secondo le modalità di cui all’allegato 2, comma 2 del Dpcm n. 159/2013. Se invece ricorrono le fattispecie di cui alla lettera c), d), e), il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore, non rientra nel nucleo del figlio minorenne, dunque non rileva ai fini del calcolo dell’Isee dello studente.