Come sopravvivere alla riforma in Rete è boom di manuali

Come sopravvivere alla riforma in Rete è boom di manuali

by / Commenti disabilitati su Come sopravvivere alla riforma in Rete è boom di manuali / 5 View / 17 febbraio 2011

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da Repubblica.it – Semplificazione. Meritocrazia. Abolizione dei baronati. Un’università moderna ed efficiente, al passo con i tempi. Se sulla carta sono questi gli obiettivi della riforma Gelmini, in pratica, a due mesi dalla sua approvazione, gli effetti possono essere racchiusi in una sola parola: caos. Mancano ancora i decreti attuativi, le risorse, negli atenei si vive sulla difensiva. L’assenza di regolamentazione rende impossibile il lavoro di professori e ricercatori. E degli studenti, ovviamente. Che si attrezzano come possono. Come? Con veri e propri manuali di sopravvivenza. Vademecum accurati per restare vivi in quella giungla, a tratti anarchica, in cui giorno dopo giorno si trasforma l’Università italiana.

Stop Gelmini. Ci si affida all’intelligenza collettiva. Alla discussione e alla partecipazione. Si mettono in rete conoscenze e intuizioni. Un lavoro di gruppo coordinato dalle associazioni studentesche. Che trovano in rete i luoghi virtuali per dar vita alla propria controriforma. E’ il caso di Stop Gelmini 1, un blog che raccoglie spunti e idee per combattere la riforma all’interno degli atenei. Queste le linee guida del progetto: “Per quanto approvata, l’iter di attuazione ci consente di portare dentro le facoltà e gli atenei una battaglia per sbarrare la strada alla riforma, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione”. A essere messa sotto accusa è la logica emendativa della legge Gelmini, “che per noi è da respingere in toto”.

Evitare le trappole. Una delle prime realizzazioni è la pubblicazione di Come scansare le trappole della riforma 2, l’opuscolo realizzato da Link, Unione degli Studenti e Rete della Conoscenza. Che propone una sorta di autoregolamentazione dal basso della vita universitaria. I criteri: democrazia, partecipazione e trasparenza. Gli obiettivi: realizzare uno Statuto degli Studenti e sorvegliare i punti critici, le trappole appunto, della Gelmini. Come l’indiscriminato accorpamento delle facoltà e la discrezionalità nell’elezione di membri esterni nei consigli di amministrazione.

Il Cun. E gran parte della battaglia contro la riforma Gelmini si è spostata nelle sedi ufficiali. Come il  Cun, il Consiglio Universitario Nazionale, organo consultivo del ministero per l’Istruzione e l’università. Nelle ultime elezioni per il rinnovo dei membri, notevole successo della Rete 29 aprile, quelli del tetto della Sapienza, il gruppo di ricercatori italiani che ha animato una buona parte delle mobilitazioni dei mesi scorsi. La Rete è riuscita a far eleggere cinque dei propri ricercatori. Il biglietto da visita non lascia spazio a dubbi: “Non intendiamo fare polemica sterile: si apre una fase nuova, quella della messa a punto della riforma, la stesura dei nuovi statuti, la redazione dei decreti attuativi”. Poi, l’avvertimento: “Nessuno potrà più far finta di ignorare le nostre idee, il vento di discussione che abbiamo alimentato, la realtà universitaria che rappresentiamo e che viviamo con il nostro lavoro”. Dalle piazze alle aule. Una battaglia che continua. Per garantirsi un futuro attraverso la qualità nella formazione, la conoscenza e l’istruzione.