Come Confederazione spende i soldi degli studenti

by / Commenti disabilitati su Come Confederazione spende i soldi degli studenti / 391 View / 13 maggio 2016

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Per troppo tempo abbiamo visto i soldi della nostra Università spesi in maniera scellerata. L’assenza di trasparenza della discussione all’interno degli organi centrali dell’Ateneo, in particolare il CdA, ci ha negato la possibilità di bloccare lo spreco di cui ora prendiamo visione. La Federico II mette a disposizione circa €390.000 come fondo di finanziamento per le attività culturali e sociali proposte dalle associazioni studentesche. Abbiamo presentato alcuni mesi fa una richiesta di rendicontazione dei progetti finanziati dall’Ateneo al Consiglio degli Studenti di Ateneo, da cui però non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere una formale richiesta di accesso agli atti, e alcuni giorni fa siamo entrati in possesso delle rendicontazioni dei vari progetti eseguiti e finanziati nell’ultimo triennio.
I progetti approvati sono stati all’incirca una sessantina, e consistono in convegni, corsi di formazione, pubblicazioni di giornalini di facoltà, aggiudicati a gruppi che sono quasi tutti riconducibili a Confederazione degli Studenti, il “network” di varie associazioni dipartimentali come Studenti Giurisprudenza, ASSI, Associazione UNINA, Universo, Demos, e tante altre, che gestisce gran parte della rappresentanza studentesca, e che si presenta alle prossime elezioni studentesche del 18 e 19 maggio, in coalizione con tutte queste realtà. Crediamo che i finanziamenti da parte dell’Ateneo per progetti studenteschi sia uno strumento fondamentale per la partecipazione degli studenti alla vita della propria università. Altro conto sono i soldi degli studenti spesi in maniera dubbia con conti di spesa che ci lasciano altrettanto scettici.
Un caso eclatante lo rappresenta, ad esempio, lo “University Music Festival”, un evento musicale, finanziato per circa €90.000, in deroga al tetto massimo di €15.000, che il bando stabilisce per ogni singolo progetto. Qui la questione poco chiara è quella relativa agli incassi del servizio bar, e all’ingresso di chi non era della Federico II, il quale non beneficiava dell’entrata gratuita. Infatti non è presente nella documentazione nessun atto che indichi la quantità totale di questi ricavi, né la loro destinazione. Inoltre, dopo il primo evento dell’UMF, questa è diventato una realtà imprenditoriale che organizza eventi universitari, “costruita” anche grazie ai soldi dati dall’Università.
Dalla lettura delle rendicontazioni degli altri progetti, che in totale ammontano a circa €174.487 (escludendo l’UMF), si confermano voci di spesa, a nostro parere, non del tutto ragionevoli, che vanno a formare un vero e proprio “spreco” dei fondi assegnati, in particolare se si vanno a considerare le voci delle spese tipografiche, che ammontano a €101.862, incidendo per circa il 57% sul totale dei finanziamenti elargiti, per degli eventi che nella maggior parte dei casi consistono in seminari e conferenze, in altri casi durano mezza giornata, così come è possibile vedere dalla documentazione allegata. Un esempio è il progetto “Terra Nostra” dell’associazione Giovani Menti, che prevedeva la costruzione di seminari, e l’installazione di siti di smaltimento di rifiuti, nei pressi dell’università, per pile scariche, toner, riciclo di bottiglie di plastica, e il cui rendiconto è composto soltanto da spese tipografiche, per un totale di €6124. Oppure il “Corso di culture d’impresa”, che prevedeva incontri con giovani imprenditori di Confindustria per insegnare a costruire curriculum, business plan, presentazione ai colloqui, il quale ha visto rendicontata una spesa totale di circa €11.984, di cui €9.908 erano soltanto spese di tipografia.
Questi casi gettano una forte ombra sulla gestione dei finanziamenti da parte delle associazioni studentesche, in gran parte riconducibili a Confederazione. È inaccettabile che in un momento di forte crisi e di definanziamento del sistema universitario, mentre le tasse aumentano e i servizi di diritto allo studio diminuiscono, ci si permetta di sprecare in questo modo ingenti quantità di fondi universitari. La cosa diventa ancora più fastidiosa se parte della responsabilità di questo spreco è in capo a chi dice di rappresentare i bisogni e le istanze degli studenti, e poi sfrutta la propria posizione per scalate di potere e interessi personali.
Per questo motivo, crediamo, che ci sia bisogno di una differente modalità di gestione per l’elargizione di contributi per le attività studentesche: più trasparente, maggiormente partecipata, e che valuti attentamente i dettagli delle spese. Al tempo stesso questo fatto denota la necessità sempre più impellente di un diverso modello di rappresentanza, indipendente da determinate lobby di potere, libero da certe logiche “clientelari”, che faccia della gestione democratica dei processi decisionali all’interno dell’università un pilastro fondamentale della propria azione.
A questo link le rendicontazioni in nostro possesso: https://drive.google.com/file/d/0B2…
Link – Studenti Indipendenti