Cittadinanza agli studenti stranieri dopo la Brexit. Il Governo risponde

by / Commenti disabilitati su Cittadinanza agli studenti stranieri dopo la Brexit. Il Governo risponde / 143 View / 2 luglio 2016

Dopo il voto del 23 giugno in cui i cittadini britannici hanno deciso di lasciare l’Europa il Presidente del Consiglio Renzi ha dichiarato di voler concedere la cittadinanza italiana agli studenti universitari britannici che svolgono nel nostro paese il loro percorso formativo. Come LINK – coordinamento Universitario abbiamo colto l’occasione fornitaci dalle dichiarazioni del Premier per proporre una riflessione sull’estensione del diritto alla cittadinanza non solo agli studenti britannici, ma a tutti quegli studenti provenienti da contesti extra-europei che risiedono nel nostro paese per compiere gli studi universitari.

Nella nota stampa “Brexit? A partire dagli atenei cittadinanza per tutti!” abbiamo analizzato le problematiche degli studenti stranieri non solo britannici, in particolare nell’ottenere agevolazioni sul pagamento delle tasse universitarie, e portato alcune proposte rispetto all’estensione del diritto di cittadinanza a tutti gli studenti stranieri che frequentano gli atenei del nostro paese.

Ieri dopo che numerose agenzie stampa avevano ripreso il nostro comunicato, Enzo Lattuca, parlamentare PD, ha presentato in aula un interrogazione sul tema, cui ha risposto il sottosegretario Toccafondi spiegando che la verifica della condizione di applicazione dell’esonero del pagamento delle tasse scolastiche, previsto dal dlgs 297 del 1994, in favore degli studenti stranieri a condizione di reciprocità “di per sé risulta complessa” ma “il Miur ritiene opportuno condurre una ricognizione sullo stato di attuale applicazione” della normativa. Quindi il Governo sta vagliando l’ipotesi di garantire l’esonero degli studenti stranieri dalle tasse universitarie qualora esista una condizione di reciprocità nel paese di provenienza e sta proprio facendo una ricognizione dei paesi che presentano tale condizione.

Riteniamo questa risposta un apertura rispetto alle iniziali dichiarazioni solo sugli studenti britannici ma questa soluzione è ancora insufficiente e presenta delle gravi criticità. Infatti noi riteniamo che la condizione di reciprocità debba saltare poichè risulterebbe una discriminazione nei confronti degli studenti che provengono da paesi non disposti a questo tipo di accordi ma che si trovano nelle condizioni economiche che rendono necessario per loro uno sgravio delle tasse.

Crediamo che le università debbano rappresentare luoghi di integrazione e contaminazione di culture. Essi, e le città in cui sono inseriti, devono costituire una sperimentazione anche di estensione dei diritti di cittadinanza a chi proviene da paesi extra ue. Quindi chiediamo che il ragionamento parta dalle esigenze degli studenti prima che dalle possibilità che offrono i loro paesi di origine.