[Bologna] Giannini, questa retorica ci ha stufato! Non è una formalità, è una questione di qualità.

by / Commenti disabilitati su [Bologna] Giannini, questa retorica ci ha stufato! Non è una formalità, è una questione di qualità. / 57 View / 31 agosto 2014

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Oggi la Ministra Giannini farà la sua apparizione alla Festa dell’Unità e Link Bologna la aspetta con le orecchie tese: ci sorprenderà con qualche annuncio agghiacciante anche questa volta?

 Gli ultimi giorni d’estate sono infatti stati scanditi dal susseguirsi delle sue dichiarazioni pubbliche circa i piani del Governo su scuola ed università. Dapprima il 25 agosto la Ministra ha spiegato le linee guida del devastante progetto che “rivoluzionerà” (in senso neoliberista!) la scuola, e lo ha fatto al meeting di Comunione e Liberazione. Grandi applausi dal suo pubblico (proprio il suo: quello ciellino è l’unico che con queste politiche è in grado di rappresentare) di fronte ad un quadro a dir poco raccapricciante e gelminiano. Le parole d’ordine? Merito come criterio di valutazione per riconoscere scatti stipendiali agli insegnanti, ingresso dei capitali privati nella scuola pubblica e detassazione dell’iscrizione agli istituti privati e paritari. Ha insomma dipinto con poche semplici mosse il quadro dell’asservimento completo dell’istruzione pubblica al mondo delle imprese, con l’arguta combo “finanziamenti privati alle scuole pubbliche”- “finanziamenti pubblici -seppur indiretti- alle scuole private”. Con buona pace di chi, come noi, è ancorato a “pregiudizi ideologici” perchè lotta e lavora quotidianamente per un sistema d’istruzione realmente equo, aperto e di qualità.

 Ma non finisce qui, la Ministra a distanza di pochi giorni lancia un’altra bomba alla Conferenza dei Rettori Italiani (C.R.U.I): dal 2015 stop al numero chiuso. Seppure la Giannini era stata spinta a rimettere in discussione tale iniquo sistema dopo mesi di proteste serrate da parte di noi studenti, la strada che sta intraprendendo è altrettanto inaccettabile: il modello è quello francese, primo anno aperto a tutti con sbarramento finale. Alcune criticità, immediate ed evidenti, sono però subito riconosciute dalla stessa Ministra: ad esempio l’aumento esponenziale e materialmente insostenibile delle immatricolazioni a Medicina e nelle Facoltà Sanitarie o la poca trasparenza e le iniquità che si potrebbero creare se gli esami del primo anno si trasformassero in un lascia-passare per il futuro di ogni studente.

Le idee sul tema sono quindi tutt’altro che chiare: la Giannini, in perfetta armonia con la retorica della rapidità del Governo Renzi, annuncia cambiamento per offrire ai problemi reali fantomatiche risposte immediate quanto inefficaci.Ma l’ansia di riforma è solo apparente: la presentazione del Piano Scuola in CdM è rimandata a settembre e le chiacchiere sul superamento del numero chiuso rimangono aleatorie ed inconcludenti.

Ciò a dimostrazione del fatto che l’apertura di un dibattito su scuola ed università non è una priorità politica di un Governo che teme di scontrarsi con la difficile realtà che viviamo ogni giorno. Allora non possiamo che esortare la Giannini ad aprirsi al confronto perchè, questo autunno, di certo non rimarremo a guardare. La Ministra convochi immediatamente il tavolo ministeriale con gli studenti per la riformulazione del sistema del numero chiuso e prenda atto del fatto che nessuna riforma può avere luogo senza un pesante rifinanziamento della scuola pubblica e dell’università e senza un definitivo sblocco del turn over. E pretendiamo, per rispetto al nostro impegno ed alla realtà difficile che viviamo quotidianamente, che smetta di usare un lessico che non si addice alle politiche messe in campo: non parli di lotta al precariato, alla disoccupazione ed alla dispersione scolastica. Non parli di libertà nella scelta di formazione. Nè, tantomeno, parli di rivoluzione, se al contempo continua a sostenere che “il mercato è amico della scuola”.

Non è una formalità, è una questione di qualità.

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