Basta con la vergogna italiana dell’idoneo non beneficiario alla borsa di studio!

by / Commenti disabilitati su Basta con la vergogna italiana dell’idoneo non beneficiario alla borsa di studio! / 120 View / 14 giugno 2017

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Il 2016/2017 è il primo anno accademico in cui le regioni hanno beneficiato del fondo integrativo statale per le borse di studio di 217 milioni; dopo anni di mobilitazioni e battaglie, dopo la raccolta di oltre 50mila firme per la presentazione di All-In, legge di iniziativa popolare per il Diritto allo Studio, finalmente la Legge di Stabilità 2016 ha previsto 50 milioni di euro in più nel Fondo Integrativo Statale (FIS), confermati quest’inverno per i prossimi tre anni. Tuttavia questo incremento non è bastato per eliminare la vergogna tutta italiana dell’idoneo non beneficiario alle borse di studio, nonostante si tratti di un obiettivo più volte dichiarato dal sottosegretario Faraone.

La situazione resta quindi difficile: lo scorso anno il MIUR era corso ai ripari dopo l’esclusione dalle borse di studio di decine di migliaia di studenti a causa del nuovo ISEE, alzando le soglie ISEE e ISPE per accedere alle borse di studio a 23.000 e 50.000 euro, soglie a cui però non tutte le Regioni si sono adeguate.

I dati di quest’anno, inviati ieri ai Rettori delle Università, vedono un aumento di circa il 20% degli idonei rispetto allo scorso anno, confermando che l’innalzamento della soglia ISEE a 23.000 euro era una necessità improrogabile per reintegrare gli studenti esclusi dal nuovo ISEE. Chiediamo che ora si adeguino tutte le Regioni, anche Molise e Campania, dove la soglia è ferma sotto i 16.000 euro.

Nei giorni scorsi abbiamo inoltre reperito i dati aggiornati delle borse di studio di gran parte degli Atenei italiani che fotografano ancora una volta un’Italia spaccata in due: se da un lato, le Regioni che garantiscono la borsa di studio a tutti gli idonei e mantengono i requisiti di reddito al massimo possibile sono sensibilmente aumentate negli anni, dall’altro i dati di moltissime regioni rimangono drammatici: in Campania gli idonei sono solo il 55%, Calabria il 67% e in Sicilia l’80%. Il Veneto ha annunciato solo lo scorso 7 giugno il pagamento di tutte le rate di dicembre e in Puglia vige ancora una situazione di incertezza con ancora 1500 persone che non hanno ricevuto la prima rata della borsa di studio.

Ora non c’è più tempo, occorre invertire la rotta a partire dalla necessaria copertura di tutte le borse di studio: le Regioni devono fare la propria parte già a partire da quest’anno, garantendo il 40% dei fondi statali, e lo Stato deve intervenire urgentemente. Il Fondo Integrativo Statale deve essere incrementato, a partire dallo spostamento dei 45 milioni stanziati per l’inutile, quanto dannoso, provvedimento delle superborse, e il riparto dello stesso profondamente rivisto, seguendo i criteri tracciati dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, su proposta di Link-Coordinamento Universitario in Consiglio, eliminando così le sperequazioni territoriali esistenti.

 

La percentuale di studenti borsisti sugli iscritti si assesta anche quest’anno al di sotto del 10%, così oltre ad essere l’unico Paese europeo che vede calare il numero di laureati, rimaniamo anche l’ultimo Paese per agevolazione agli studenti a basso reddito.

Per invertire la rotta abbiamo raccolto 57mila firme e presentato ALL IN. Con la nostra legge proseguire gli studi diventerebbe finalmente una scelta indipendente dalle condizioni economiche della propria famiglia: no tax area più ampia, accesso alle residenze e mense universitarie, copertura totale delle borse di studio, reddito di formazione sono misure che permettono ad una generazione di scegliere sul proprio futuro.

QUI i dati degli idonei non beneficiari di Campania, Sicilia, Veneto, Puglia e Calabria al 15 maggio, le altre regioni hanno raggiunto la copertura totale delle borse di studio.