Atenei europei: studio comparato sui cambiamenti in atto

Atenei europei: studio comparato sui cambiamenti in atto

by / Commenti disabilitati su Atenei europei: studio comparato sui cambiamenti in atto / 15 View / 25 febbraio 2011

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Parte il progetto internazionale True, una ricerca che riguarderà 24 istituti (tre per ognuno degli otto Paesi coinvolti). Per l’Italia scelte l’Alma Mater di Bologna, il Politecnico di Torino e l’università di Udine articolo su Repubblica del 22 febbraio 2011 – Manuel Massimo

Entra nel vivo il progetto internazionale True (Transforming Universities in Europe) promosso dall’Esf (European Science Foundation), una ricerca di ampio respiro che vede coinvolti tre atenei “campione” in ciascuno degli otto Paesi oggetto di studio, per un totale di ventiquattro università europee.

L’obiettivo dello studio comparato è di analizzare la governance degli atenei in questione per mettere in luce come i meccanismi che regolano il funzionamento all’interno delle mura accademiche influenzino sia l’organizzazione interna, sia più in generale il panorama europeo dell’educazione superiore. Indagando, in definitiva, sul rapporto tra governance e cambiamento organizzativo per delineare scenari e tendenze del futuro degli atenei in Europa su temi di cruciale importanza: la ricerca, la didattica e l’innovazione.

Microcosmi accademici. Il progetto True, coordinato dall’Università di Bergen, è frutto di un lavoro di squadra grazie alla fattiva collaborazione di tutti gli attori europei coinvolti nell’iniziativa: Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Svizzera. Per l’Italia il responsabile scientifico dello studio è la dottoressa Emanuela Reale, primo ricercatore del Ceris (Istituto di ricerca sull’impresa e lo sviluppo) del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche); le tre università pubbliche coinvolte sono invece l’Alma Mater di Bologna, il Politecnico di Torino e l’ateneo di Udine. Il macro-progetto di ricerca viene portato avanti in maniera integrata, attraverso
un protocollo condiviso: un team di lavoro internazionale opera su un pool di ventiquattro atenei e tutto il materiale raccolto finisce in un repository comune da cui attingere per le proprie specifiche ricerche.

Le fasi del progetto. “Il programma True – sottolinea Emanuela Reale – è partito più di un anno fa: ora abbiamo definito il frame teorico di analisi e siamo pronti per entrare nella fase operativa. Tanti progetti nazionali che si ritroveranno in un unico studio comparato: il 2011 sarà dedicato alla raccolta dei dati, il 2012 alla loro elaborazione. Ma già alla fine di quest’anno contiamo di avere i primi risultati sulle tendenze di cambiamento in atto”. La metodologia di analisi è mista: quantitativa (dati raccolti mediante questionari) ma anche qualitativa (interviste in profondità ai decisori politici): “Ogni stato porterà avanti uno specifico progetto di ricerca. Per l’Italia analizzeremo gli strumenti di policy sull’università  a livello dei governi regionali e nazionali, inoltre anche a livello di Unione Europea, focalizzando l’attenzione su due grandi tematiche molto attuali: il finanziamento e la valutazione”.

Bologna “la dotta” guarda al futuro. L’Alma Mater di Bologna è stata scelta come rappresentante dei grandi atenei di tradizione secolare, come sottolinea il prorettore alle Relazioni Internazionali Carla Salvaterra: “Bologna è un’Università di consolidata tradizione di ricerca e ha già all’attivo diverse partecipazioni a studi di questo genere, di riflessione sui processi di trasformazione dei sistemi universitari in un nuovo contesto globale. Questo progetto, nello specifico, è importante perché evidenzierà a livello europeo gli elementi comuni in contesti differenti, contribuendo efficacemente alla crescita dei singoli atenei, allo sviluppo dei sistemi universitari nazionali, in un’ottica di mantenimento delle singole specificità”.

Università tecniche, il caso “PoliTo”. Il Politecnico di Torino rappresenta invece il “campione” di studio per gli atenei tecnici, un ruolo che il rettore Francesco Profumo considera come un fiore all’occhiello: “Sono molto onorato che il Politecnico di Torino sia stato scelto per questa ricerca fra le Università tecniche di maggior prestigio, a testimonianza dell’attento lavoro che abbiamo realizzato in questi anni sui temi della governance dell’ateneo. Ritengo che sia fondamentale confrontarsi a livello europeo su queste tematiche, soprattutto in questo momento di profonda trasformazione che stanno vivendo le università”.

Atenei giovani, Udine su tutti. Nell’ambito delle università di recente istituzione che presentano dinamiche di forte cambiamento, la scelta è caduta sull’ateneo di Udine, nato nel 1978 grazie alla mobilitazione della popolazione e delle istituzioni locali come risposta concreta al terremoto del Friuli che due anni prima aveva messo in ginocchio l’intera regione. E così oggi l’unica università istituita per volontà popolare completa il terzetto degli atenei italiani del progetto True: “Esprimo soddisfazione – sottolinea il rettore Cristiana Compagno – per il fatto che Udine sia stata selezionata fra una vasta rosa di Università. Si tratta di una ricerca che risulta di fondamentale importanza, anche in considerazione della centralità rivestita dal cambiamento delle Università in questo particolare momento”.

Questioni di governance. L’entrata in vigore della Legge Gelmini rappresenta un aspetto importante d’attualità nell’economia dello studio a livello nazionale, ma il progetto True – come spiega la Reale – registrerà i cambiamenti sulla situazione globale: “Noi non osserviamo il cambiamento in base a una specifica riforma, ma in considerazione del problema generale di riforma”. E per farlo – nella parte squisitamente qualitativa del progetto di ricerca – le interviste ai decisori politici daranno utili indicazioni per tracciare la strada dei possibili sviluppi futuri dell’università. Già pronta una lista di massima delle personalità da “interrogare”: in primis il ministro Mariastella Gelmini, poi i parlamentari “esperti della materia”, i presidenti del Cnvsu e del Civr. Infine i vertici dell’Anvur: proprio venerdì 18 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva la nomina dei sette componenti del Consiglio Direttivo. Nella speranza che l’insediamento vero e proprio dell’Agenzia di Valutazione avvenga, però, in tempo utile per rientrare nel progetto. Burocrazia permettendo.