Assemblea nazionale sul FIT, il documento unitario di LINK, FLC e ADI.

by / Commenti disabilitati su Assemblea nazionale sul FIT, il documento unitario di LINK, FLC e ADI. / 177 View / 5 dicembre 2017

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Dopo tante assemblee negli Atenei, il 20 novembre si è tenuta l’assemblea nazionale di studenti, dottorandi, aspiranti insegnanti e insegnanti  precari della scuola dal titolo “Accesso all’insegnamento: che succede negli atenei e cosa devono aspettarsi i futuri insegnanti?” al termine della quale abbiamo lanciato nuove assemblee per proseguire l’attività di informazione, discussione e mobilitazione per un percorso di accesso all’insegnamento davvero dignitoso e non escludente a partire dalla necessità di una retribuzione dignitosa, diritti durante il percorso FIT, chiarezza circa i tempi del concorso e i posti che saranno messi a bando!

Per farci sentire da un Ministero sempre più sordo, come LINK – Coordinamento Universitario, abbiamo lanciato una fotopetizione che ha già raggiunto centinaia di aspiranti insegnanti! Inviaci una tua foto con un cartello con scritto #iovoglioinsegnare #vogliamocertezze #retribuzioneFITtizia! Vogliamo continuare a mobilitarci e per organizzarci invitiamo tutti ad iscriversi al gruppo facebook “NUOVO FIT: IO VOGLIO INSEGNARE!

Di seguito il documento conclusivo dell’assemblea, condiviso da LINK, ADI e FLC CGIL; ora pretendiamo un incontro con la Ministra per avere immediate risposte!


DOCUMENTO UNITARIO LINK, FLC CGIL, ADI.
ROMA, 20 NOVEMBRE

Il Decreto Legislativo 59/2017, nato da una delle 9 nove deleghe della cosiddetta riforma della “buona scuola”, ha modificato il sistema di formazione iniziale e reclutamento dei docenti della secondaria, introducendo un concorso a numero chiuso che consente di accedere ad una formazione di durata triennale e direttamente all’assunzione. La riforma ha previsto che per accedere al concorso FIT fosse necessaria l’acquisizione di 24 CFU nelle discipline antropo-psico- pedagogiche e metodologie tecnologie didattiche, senza tuttavia stanziare risorse per gli atenei che dovranno attivare i corsi per l’acquisizione dei crediti.

Il DM 616 del 10 Agosto ha fissato le regole per l’erogazione e la certificazione dei 24 CFU, e in queste settimane numerosi atenei del Paese si stanno misurando con l’attivazione dei percorsi previsti dalla legge.

Link-Coordinamento Universitario, l’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia e la FLC-CGIL hanno organizzato assemblee molto partecipate in decine di atenei e di città del Paese, monitorando i percorsi negli organi di rappresentanza delle università, con l’obiettivo di rendere effettivamente esigibili misure di tutela e di welfare improntate ai principi della progressività della tassazione sulla base del reddito, della garanzia dell’accessibilità ai corsi da parte degli studenti lavoratori, in coerenza con quanto previsto nello stesso Decreto 616/17. Attenzione particolare è stata data alla necessità di garantire per gli iscritti all’università, studenti e dottorandi, la piena gratuità nell’acquisizione dei crediti, l’attivazione del semestre bonus in cui non si risulti fuori corso, l’applicazione della NO TAX Area, la fasciazione in base al reddito per i costi di svolgimento degli esami per i già laureati. Molti atenei avevano mal interpretato il decreto, nel tentativo di reperire risorse dai futuri insegnanti, e con partecipate battaglie siamo riusciti a sventare pericolose ingiustizie, come l’inserimento del numero chiuso per accede ai corsi dei 24 cfu e l’inserimento di alti costi per la certificazione degli esami. Per ottenere una uniformità nei diversi atenei abbiamo messo in campo tutti gli strumenti sindacali per ottenere dal Miur delle linee guida chiare, con cui si evitassero disparità, emanate effettivamente il 25/10/2017. Ancora molti atenei, però, sono in fase di approvazione dei regolamenti, e la nostra battaglia prosegue, tenendo alta la guardia.

Intanto la Ministra Fedeli ha annunciato alla stampa che entro Natale sarà pronto il primo bando per il reclutamento tutti gli abilitati o iscritti nelle Gae e nella seconda fascia delle graduatorie di istituto che potranno inserirsi in una nuova graduatoria regionale di merito, da cui poi attingere a settembre per le immissioni in ruolo sui posti disponibili.

Quando uscirà il concorso FIT? Non possiamo continuare ad attendere: migliaia di lavoratori, studenti e laureati vogliono avere tempi certi e sapere con esattezza quando verrà emesso anche il secondo bando, quello per il reclutamento dei precari che hanno già svolto 36 mesi di servizio, ed il terzo, con cui si darà avvio al vero e proprio concorso/corso FIT.

Chi decide i dettagli del FIT? Se per l’emanazione delle deleghe de “la buona scuola” non si è svolto alcun confronto aperto con sindacati ed associazioni, non è possibile perpetuare ancora questo metodo. Pretendiamo, infatti, un confronto aperto, che a partire da questa assemblea, permetta sin da subito di esaminare insieme i tanti punti ancora poco chiari rispetto allo svolgimento del FIT.

Quanti posti saranno disponibili per il terzo bando? Pensiamo sia necessario immaginare una scuola diversa e migliore, in cui i gli studenti non siano ammassati in classi pollaio sovraffollate e i docenti vadano in pensione ad un’età degna. Per far questo è necessario investire nella scuola ed aumentare il numero dei professori in ruolo.

Quale tipologia contrattuale avranno i corsisti FIT e quale sarà la loro retribuzione? Ad oggi a queste importanti domande non c’è ancora alcuna risposta. Si vocifera una retribuzione di circa 400 euro al mese per il primo anno; una cifra del tutto insufficiente che non permette il sostentamento ed anzi, imporrà una selezione di partenza per i futuri corsisti. Lo diciamo con chiarezza: urge nella legge di stabilità in discussione un aumento della retribuzione! Vogliamo che questa sia equiparata alle altre tipologie di specializzazione, come quella medica.

Chi organizzerà i corsi FIT? Chi controllerà lo svolgimento dei percorsi?  Il coordinamento e il monitoraggio dei percorsi FIT, riguardo ai corsi per il conseguimento dei crediti, il ruolo dei tutor e le modalità di svolgimento degli esami e delle verifiche intermedie, sarà svolta da una Conferenza Nazionale per la formazione iniziale e l’accesso alla professione docente. Nel periodo transitorio in cui si dovrà sviluppare l’organizzazione dei corsi sarà necessario integrare la composizione della Conferenza con i rappresentanti degli studenti, e nel periodo di monitoraggio con una rappresentanza dei corsisti. Riteniamo inoltre necessario garantire a tutti i corsisti diritto di voto per l’elezione della propria rappresentanza in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.