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Appello per riunificare Scienze Politiche

by / Commenti disabilitati su Appello per riunificare Scienze Politiche / 7 View / 21 gennaio 2012

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Pubblichiamo l’appello dei rappresentanti della facoltà di scienze politiche di Siena per riunificare di due dipartimenti della facoltà

Magnifico Rettore,

Noi rappresentanti degli studenti della Facoltà di Scienze Politiche vogliamo esprimerLe ancora una volta le nostre forti preoccupazioni circa le sorti della nostra Facoltà.

Come Lei ben sa, la dipartimentalizzazione voluta dalla legge Gelmini del 2010, che in altre Facoltà sta avendo esiti molto più tranquilli e ragionevoli, a Scienze Politiche ha assunto toni aspri e conflittuali, tale da determinare un evidente ed insanabile frattura tra una parte di Docenti che ha ritenuto, legittimamente, di lavorare ad un progetto alternativo che riunisse le Scienze Sociali, ed un altra, decisamente più ampia, che ha ritenuto di costituire un Dipartimento di impronta altamente tradizionale, Storico-Giuridico.

Il nostro ruolo, è stato improntato all’insegna del massimo dialogo, cercando attraverso colloqui informali con i singoli docenti, di ricucire tale strappo.

A nulla sono serviti i nostri sforzi, a nulla sono serviti gli incontri pubblici richiesti, talvolta con la nostra totale disponibilità ad ascoltare anche docenti provenienti da diverse esperienze di insegnamento al di fuori della nostra stessa Facoltà.

Ci ritroviamo, dunque, alla vigilia di un Senato Accademico, che tra enormi perplessità, riguardanti maggiormente la tenuta della Didattica, dovrà coraggiosamente prendere una posizione netta sui due progetti denominati Dispoc (Dipartimento di Scienze Politiche e Cognitive) e Dispsi (Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali ed Internazionali).

Tale timore, ovvero sulla tenuta dei nostri Corsi di Studio, sono del resto stati evidenziati anche dalle posizioni di alcuni docenti, che hanno ritenuto necessario esprimere preoccupazioni su eventuali “svuotamenti che li priverebbero di essenziali materie che sono indispensabili” alla nostra Facoltà.

Non riteniamo, per questo motivo, una soluzione soddisfacente quella della contitolarità dei Corsi di Studio, ma saremo certamente, pur con eventuali riserve, pronti ad intraprendere un decisivo dialogo su questa materia, che porrebbe però fine alle nostre speranze di riunificazione.

Del resto come Lei ha già manifestato, vedesi la delibera del Senato Accademico del 14/12/2011, la presenza di due nomi uguali non può che destare ulteriori malumori ed evidenti confusioni.

La già poi difficile situazione in merito alle immatricolazione, che vedono la nostra facoltà posizionarsi all’ultimo posto per numeri di iscritti al primo anno, l’unica, se si fa eccezione rispetto al crollo di Lettere, a non essere riuscita ad incrementare i numeri degli anni precedenti, non può, tale situazione, che far crollare vertiginosamente nei prossimi anni i vari indicatori di qualità tanto cari al nostro Ateneo.

Proprio l’Ateneo, con il suo governo, deve oggi rispondere tempestivamente alla grave crisi della nostra Facoltà, la quale in questi anni ha pagato il grave disavanzo dei bilanci dell’Università, perdendo in termini di eccellenza, le materie di Lingue (vedesi controversa situazione dei CEL) e cancellando dalla propria offerta didattica Scienze dell’Amministrazione.

A questo quadro, evidentemente complesso, si aggiunge anche la spinosa questione dei numeri, si noti, infatti, come entrambi i Dipartimenti posseggano requisiti di sostenibilità ampiamente precari.

Se il compito dell’Università è quella di una futura razionalizzazione, solo così si può spiegare la campagna di prepensionamento, delle risorse, è evidente che tali numeri mettono a rischio la lungimiranza dei due progetti e la loro visione del futuro.

Abbiamo, del resto, fin qui voluto solo sottolineare le crepe dei due progetti, senza entrare nel merito dei rapporti interpersonali, che certamente sono parte attiva degli scontri che hanno reso i nostri Consigli di Facoltà, non più luoghi decisionali, ma di sconfortanti contrapposizioni ideologiche.

Riteniamo, alla fine della nostra missiva, doveroso prendere una posizione molto chiara sui due Dipartimenti.

Entrambi, Magnifico Rettore, portano con sé importanti ragionamenti, che non vogliamo in alcun modo escludere, essi, siamo certamente consapevoli, sono frutto di lavoro, di grandi analisi e anche, non lo dimentichiamo, di contrapposizioni positive, di due idee, seppur differenti, delle Scienze Politiche.

Questo, però, ci sentiamo di dirlo con forza, non escludono in alcun modo la possibilità stessa di essere parte di un progetto maggiormente integrante e certamente più ampio, proprio perché esse interpretano, con grande amore per i propri insegnamenti, quello che oggi sono effettivamente le Scienze Politiche: un insegnamento totale della realtà che ci circonda, da ogni punto di vista in cui essa viene analizzata e ricercata.

Una critica che ci è stata fortemente mossa in questi mesi è stata di una scarsa attenzione alla ricerca, questo non è in alcun modo attinente alla realtà, riteniamo che una buona didattica possa essere alla base di una buona ricerca, ma riteniamo di non dover scendere ad uno sconfortante aut aut, scommettendo in pieno che buona ricerca e buona didattica possano essere base di un buon Dipartimento unitario.

Per questo motivo, noi Rappresentanti degli Studenti, facciamo appello a Lei, Magnifico Rettore, affinché impedisca la costituzione dei due Dipartimenti, ed imponga un procedimento che abbia come finalità la formazione di un Dipartimento unitario a Scienze Politiche.

Cordialmente,

I Rappresentanti degli Studenti di Scienze Politiche

Vuoi aderire anche tu a questo appello? Scrivici: salviamoscienzepolitiche@gmail.com!

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