AltraRiforma – diritto allo studio e welfare

by / Commenti disabilitati su AltraRiforma – diritto allo studio e welfare / 136 View / 2 febbraio 2012

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Per dimostrare di avere davvero interesse a promuovere la valorizzazione delle competenze e la formazione di eccellenze uno Stato deve innanzitutto impegnarsi a mettere il maggior numero possibile di studenti nelle condizioni di raggiungere i gradi più alti dell’istruzione, in conformità a quanto sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione.

La costruzione di un vero welfare studentesco va immaginata come un sistema integrato di strumenti diversi per rispondere a esigenze diverse. Da un lato, per livellare le differenze socio-economiche di partenza e garantire a tutti l’accesso alla formazione, va difeso il sistema di diritto allo studio legato al reddito familiare, fatto di borse, mense, alloggi, ecc. e ne va rivendicato il potenziamento. Dall’altro, per promuovere l’autonomia dalla famiglia, la libertà di autodeterminare i propri percorsi di vita e l’accesso alla cultura nel senso più ampio, servono strumenti universali come il reddito di formazione, composto sia da erogazioni monetarie dirette sia da servizi e gratuità.

Rifiutiamo la concezione ideologica sul merito inteso come meccanismo di discriminazione ed esclusione tra gli studenti, ritenendo che l’obiettivo di una formazione di qualità per il numero più ampio possibile di studenti sia nell’interesse generale dello sviluppo della società.

Nella prospettiva della riduzione dell’offerta formativa dei singoli atenei prevista dalla legge Gelmini e dal dm 17, consideriamo prioritaria la battaglia per un sistema di diritto allo studio in grado di sostenere la mobilità studentesca per permettere a tutti l’accesso a qualsiasi opportunità formativa su tutto il territorio nazionale.

Per questo proponiamo:

1. Una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, che stabilisca i livelli essenziali delle prestazioni erogati dalle Regioni e in particolare l’entità minima garantita delle borse di studio. Il fondo nazionale per il diritto allo studio dev’essere, di conseguenza, sufficiente almeno per coprire i Lep.

2. Copertura totale delle borse di studio, mediante uno specifico fondo statale erogato alle Regioni di almeno 321 milioni di euro, comprendenti il reintegro dei tagli contenuti nella legge di stabilità 2011. In questo modo si metterebbe fine all’assurdità degli “idonei non benificiari”, studenti alle quali è riconosciuto il diritto alla borsa di studio ma che, di fatto, non la ricevono.

3. Dopo aver raggiunto la copertura totale delle borse di studio, è necessario un ampliamento degli idonei, estendendo i criteri di reddito sulla base dei quali viene assegnata la borsa di studio.

4. Istituire convenzioni sui trasporti per gli studenti per rendere gratuiti da subito i trasporti urbani nelle aree municipali universitarie, senza distinzione tra residenti e non residenti, e per ridurre al 50% il costo dei trasporti extraurbani in tutte le regioni per i pendolari, per poi arrivare gradualmente alla gratuità totale della tratta casa-università entro 4 anni.

5. Abolizione del prestito d’onore e di ogni forma di sostegno al diritto allo studio che preveda l’indebitamento degli studenti. In particolare in questo contesto di carenza di finanziamenti sul diritto allo studio riteniamo che l’incentivazione del merito vada perseguita con opportunità di formazione di qualità e non con “mance” e erogazioni monetarie.

6. Incremento delle risorse per le borse part-time di collaborazione presso le università italiane (150 ore). Le borse vanno assegnate secondo i criteri con cui vengono erogate le borse di studio, e va definito un livello minimo nazionale della retribuzione oraria, pari alla media delle retribuzioni attuali. In nessun caso le 150 ore vanno utilizzate per svolgere le mansioni del personale tecnico-amministrativo.

7. Istituzione di una “borsa preventiva” di carattere nazionale, erogata agli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola superiore per favorire la loro libera scelta, indipendentemente dalla regione nella quale lo studente scegliesse di studiare.

8. Previsione di agevolazioni nella tassazione per gli studenti lavoratori e di meccanismi di incentivo alla loro regolarizzazione.

9. Istituzione di un programma di mobilità temporanea interna al territorio nazionale.

10. Istituzione di organi di controllo da parte degli studenti per la qualità delle mense e dei servizi agli studenti.

11. Nessuna esternalizzazione ai privati dei servizi per il diritto allo studio, neanche sotto forma di project financing.

12. Tutela e promozione dei diritti degli studenti disabili, attraverso il loro coinvolgimento attivo.

13. Sperimentazione di quote di bilancio partecipato nelle Ardsu.

14. Carta di cittadinanza studentesca per l’accesso gratuito ai contenuti culturali.

15. Costituzione in ogni regione di un osservatorio regionale sul diritto allo studio.

16. Piano pluriennale di finanziamento straordinario per l’edilizia universitaria, che finanzi la realizzazione, tramite il recupero di determinate aree urbane, di nuove case dello studente e di alloggi pubblici a canone concordato. Servono inoltre contributi pubblici per gli affitti, sul modello francese, e iniziative, come lo sportello casa gestito da Università e Comune, in grado di favorire la lotta al sommerso. Possibilità di requisire gli allloggi sfitti. Incrocio dei database tra Comune, Ardsu e università per l’emersione nel nero.

17. Borse Erasmus: aumento dell’integrazione ministeriale della quota erogata e concessione di una parte della borsa al momento della partenza. Va inoltre prevista una differenziazione a seconda del costo della vita del paese di destinazione.