Allarme diritto allo studio: università inaccessibile per uno studente su due

by / Commenti disabilitati su Allarme diritto allo studio: università inaccessibile per uno studente su due / 92 View / 29 ottobre 2014

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L’annuale rapporto dell’Osservatorio di Federconsumatori e la ricerca della Fondazione Sodalitas confermano quanto gli studenti denunciano da tempo: l’accesso all’istruzione nel nostro Paese è un privilegio per la maggior parte dei giovani e questa è un’ingiustizia sociale grave di cui sono responsabili le politiche economiche degli ultimi anni.

La situazione del diritto allo studio universitario è allarmante e grida vendetta. Le tasse che gli studenti sono costretti a pagare agli atenei sono altissime: si arriva quasi agli 800 euro a Milano, si supera questa soglia a Parma. Tasse altissime ed in generale costi molto pesanti (dai libri, alle mense, ai trasporti e agli affitti) sono ormai una costante nel Nord Italia (+12,23% sulla media nazionale in prima fascia) e di fatto altrettanto gravosi al Sud. Questo è il risultato diretto del taglio al Fondo di Finanziamento Ordinario degli atenei ulterioremente aggravato dalla Legge di Stabilità voluta dal Governo Renzi.

Questi costi ingiusti sono la causa principale del mancato proseguimento degli studi da parte dei giovani diplomati italiani: 1 su 4 non può permettersi l’università. Il governo deve risponderne, perchè  in questi mesi sta promuovendo un Piano Scuola in cui manca del tutto il diritto allo studio, si incentiva un collegamento vizioso tra istituti e aziende e non si prevede nessun incentivo all’orientamento, specie quello universitario (punto su cui ci sono gravi carenze, tant’è che meno del 4% dei diplomati ad oggi lo trova utile). La  retorica che nega “l’utilità” dello studio e la sua funzione emancipatrice si è diffusa molto in questi anni e la Buona Scuola la alimenta, vogliamo contrastarla dalle scuole e dalle piazze perchè sappiamo bene che è funzionale solo alle politiche di attacco ai diritti di questi anni.

Renzi è complice di un progetto di privatizzazione e chiusura sempre più elitaria dell’istruzione, lo dimostrano le misure della finanziaria così come il Decreto Sblocca Italia che domani sarà definitivamente convertito alla Camera dei Deputati senza investimenti concreti per rendere accessibile a tutti scuole ed università, altro non si fa che incentivare l’immobilità sociale e le disugualianze drammatiche che affliggono il nostro Paese. E’ necessario un cambio di rotta concreto!