Renzi-Giannini

Accesso all’insegnamento: entusiasmo di Renzi e Giannini, ma i conti non tornano

by / No Comments / 641 View / 22 gennaio 2016

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Il consiglio dei Ministri del 20 gennaio ci consegna finalmente il regolamento di revisione delle classi di concorso. Questo permetterà di pubblicare l’attesissimo bando del concorsone e forse anche quello del terzo ciclo di Tfa, promesso a più riprese dalla Ministra Giannini.

Si apprende a mezzo stampa che le dichiarazioni di Renzi e Giannini sono state connotate dal solito ottimismo e dalla usuale stizza nei confronti di coloro che hanno provato a mettere in luce alcune problematiche della strada scelta dal Governo e tracciata all’interno della legge 107/15. La Ministra addirittura dichiara che il nuovo sistema impedirà la creazione di nuovo precariato e che la situazione sarà a regime nel giro di tre anni, una prospettiva veramente rosea che però non corrisponde molto ai numeri che sono in gioco.

Il concorsone prevederà 63 mila posti per docenti a fronte di 200 mila aspiranti insegnanti con il risultato che due su tre saranno esclusi ancora dall’assunzione. Siamo parlando solo degli abilitati perchè ricordiamo che esistono ad oggi ancora tutte le terze fasce che attendono la possibilità di abilitarsi. Con questi numeri non capiamo come sarà possibile cancellare il precariato nei prossimi tre anni. Questa situazione sarebbe forse stata meno grave se Governo avesse ascoltato le richieste di molte associazioni, tra cui LINK, che chiedevano il riconoscimento del valore concorsuale dell’abilitazione e un piano pluriennale di assunzioni che avrebbe permesso di assorbire gradualmente tutti gli abilitati.

In tale quadro si aggiunge un ulteriore aspetto problematico, spesso ignorato dalla Ministra: in questi tre anni si laureranno molti studenti che hanno l’aspirazione di diventare insegnanti. Una parte di loro dovrà attendere l’attivazione del nuovo sistema di abilitazione, che non ha tempistiche precise, mentre i più ‘fortunati’ potranno accedere ad un nuovo ciclo di Tfa ed andare così ad ingrossare le fila degli abilitati in attesa di un nuovo concorso.

Per i futuri abilitandi non vi è ancora una data precisa di pubblicazione del bando del Tfa, anche se la Ministra ha recentemente dichiarato che sarà fatto entro febbraio, e non se ne conoscono i contenuti. Quello che noi chiediamo da tempo, tramite assemblee, conferenze stampa, raccolte firme, è che questo percorso, a cui dovrebbe essere riconosciuto valore concorsuale, sia profondamente rivisto sia sotto il profilo didattico che per quello che riguarda l’ambito della tassazione, che deve divenire progressiva, e del diritto allo studio, che deve essere riconosciuto ai tirocinanti.

Come abbiamo provato a sottolineare l’orizzonte è tutt’altro che sereno; invitiamo quindi la Ministra a prestare attenzione alle richieste di fasce colpevolmente inascoltate negli ultimi anni, a partire dai neolaureati e dai precari storici della scuola, il cui diritto all’assunzione viene nei fatti ancora negato.

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