Abolite le tasse universitarie nell’ultimo Land della Germania!

by / Commenti disabilitati su Abolite le tasse universitarie nell’ultimo Land della Germania! / 576 View / 2 ottobre 2014

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Pubblichiamo un articolo tratto da “Spiegel.de” sull’abolizione delle tasse universitarie nell’ultimo Land della Germania in cui ancora continuavano ad esistere. A partire da quest’anno accademico in tutta la Germania gli studenti e le studentesse potranno dunque accedere in maniera completamente gratuita all’università! 

Questo avviene proprio mentre nel nostro Paese si susseguono invece i tentativi di liberalizzare la contribuzione studentesca (nonostante le nostre tasse siano fra le più alte in Europa), in una fase di forte definanziamento del sistema universitario nazionale, vittima da anni di continui tagli all’FFO e al fondo nazionale per il diritto allo studio. Mentre in Germania si mettono in campo politiche volte a facilitare l’accesso agli studi, in Italia si sta andando nella direzione di trasferire il costo dell’istruzione dalla fiscalità generale a quella del singolo, trasformando gli studenti in meri consumatori di un servizio e relegando la conoscenza ad una condizione di merce. Volutamente all’interno di questo disegno si ignora quello che è il ruolo sociale dell’università, strumento di emancipazione non solo del singolo, ma della collettività.

Negli ultimi anni abbiamo spesso denunciato come il processo nel nostro paese vada invece nella direzione opposta a quella tedesca, con una progressiva limitazione all’accesso, sia con strumenti come i numeri chiusi e programmati, sia attraverso un attacco in larga scala ai servizi di welfare studentesco, in primis il diritto allo studio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: le immatricolazioni negli ultimi 10 anni sono calate di ben 78.000 unità!
Il costo dell’università è un limite sempre maggiore per tanti giovani: tasse, libri, affitti, trasporti sono solo alcune delle voci di spesa che uno studente universitario si ritrova a dover affrontare durante il periodo di studi. Mentre pubblicamente tutti i governi che si sono susseguiti dichiarano di voler invertire la tendenza per la quale l’Italia è oggi il fanalino di coda in Europa rispetto al numero di laureati, le politiche messe in atto conducono sempre più giovani a rinunciare al percorso universitario.

Il governo Renzi ha annunciato nuovi tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) degli atenei, oltre che alla ricerca. Allo stesso modo nel Decreto di Ripartizione dell’FFO, notiamo come continui la campagna ideologica contro la figura del fuoricorso, attraverso criteri che spingeranno gli atenei ad innalzare le tasse a questa fetta di studenti. Piuttosto che interrogarsi sui motivi per cui uno studente necessita di un tempo maggiore per concludere gli studi, così come avvenuto in Germania, il Ministero continua ad adottare strumenti di esclusione dal mondo dei saperi.

Il 10 Ottobre saremo in piazza al fianco degli studenti medi, i sindacati e i precari, nel rivendicare un’istruzione pubblica, di qualità e accessibile a tutti/e, affinché le scuole e le università del nostro paese riacquistino la loro funzione sociale e tornino ad essere il motore del cambiamento all’interno della nostra società.

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Bassa Sassonia: l’ultimo Land elimina le tasse universitarie

Fuori le tasse! Dalla loro introduzione gli studenti si sono sempre battuti contro le tasse universitarie. Adesso è caduto anche l’ultimo bastione della contribuzione per gli studi. Da quest’anno accademico anche nella Bassa Sassonia gli studi di primo livello sono gratuiti.

Tre, due, uno, nessuno: le tasse universitarie in Germania sono cancellate. In Bassa Sassonia una maggioranza risicata di deputati del Land della SPD e dei Verdi ha votato una legge “per il miglioramento delle pari opportunità attraverso l’abolizione dei contributi per gli studi ed una conseguente compensazione”. Così è crollato anche l’ultimo dei bastioni, e gli studenti dall’anno accademico 2014/2015 non dovranno più pagare per i loro studi di primo livello su tutto il territorio nazionale.

“Aboliamo le tasse perchè non vogliamo che un percorso di studi si interrompa per via del reddito familiare”, ha dichiarato Gabriele Heinen-Kljaji dei Verdi, ministro alla conoscenza e alla cultura della Bassa Sassonia. I rappresentanti degli studenti però contestano il ritardo nella decisione, che si auspicavano avvenisse prima dell’anno accademico appena cominciato.

La contribuzione studentesca è stata negli ultimi anni un tema centrale nelle politiche universitarie: gli studenti devono pagare per i loro studi?

[…] Sette “Länder” (Vestfalia, Assia, Saarland, Baviera, Baden-Württemberg, Amburgo e Bassa Sassonia) hanno introdotto un sistema di tassazione, per poi modificarlo o abolirlo ripetutamente a seconda del colore del governo. Ad Aprile (dell’anno scorso, N.d.T.) i deputati bavaresi di CSU, SPD e Verdi hanno votato contro la controbuzione, e ora (a Dicembre, N.d.T.) anche i colleghi della Bassa Sassonia li hanno seguiti.

I dirigenti universitari preoccupati per il contributo delle tasse


[…] L’introduzione delle tasse per i fuoricorso viene ritardata di due semestri. Chi nel Land punta a terminare gli studi di primo e secondo livello, avrà a disposizione 16 semestri prima di dover pagare una rata di 500 euro a semestre. Coloro che si impegnano all’interno di organizzazioni studentesche e universitarie, oppure si prendono cura di un bambino, hanno a disposizione due semestri in più.
Poco dopo la vittoria elettorale per i rosso-verdi, i dirigenti delle università locali avevano protestato nuovamente contro l’abolizione. I timori erano quelli di una grossa perdita economica, una volta che i loro atenei avessero dovuto fare a meno delle entrate provenienti dalle tasse universitarie, in assenza di un’adeguata compensazione da parte del governo del Land. La legge approvata dovrebbe dissipare alcuni di questi timori. Il testo riporta infatti l’introduzione di contributi da parte del governo locale a beneficio degli atenei statali, al fine di preservarne la qualità della didattica.
Per ciascuno studente immatricolato l’ateneo riceverà 500 euro, da investire nel mantenimento e miglioramento della qualità della didattica e delle condizioni di studio, quindi per tutor e libri per le biblioteche. In questo modo il Land si impegna a compensare tutte le entrate abolite. Per l’anno 2015 questo decreto prevede 129 milioni di euro. Per gli anni a seguire le amministrazioni prevedono un calo del numero di studenti e quindi delle compensazioni.

La discussione sulla contribuzione studentesca è sempre stata molto accesa, nonostante il fatto che nessuno conoscesse esattamente le sue conseguenze: il fatto di pagare l’università migliora veramente la didattica? Davvero fa desistere i ragazzi e le ragazze provenienti da famiglie più povere dall’iscrizione? Alcuni studi confermano un aspetto, altri l’altro. La ministra Heinen-Kljaji è sicura: “Finchè dall’accesso all’istruzione si incasserà, gli sforzi per rendere più aperto il sistema formativo saranno sempre fallimentari”.

fonte: Spiegel.de
http://www.spiegel.de/unispiegel/studium/niedersachsen-schafft-die-studiengebuehren-zum-wintersemester-ab-a-938280.html