A SALERNO IL DIRITTO ALLO STUDIO NON SI SFRATTA

by / Commenti disabilitati su A SALERNO IL DIRITTO ALLO STUDIO NON SI SFRATTA / 17 View / 17 febbraio 2019

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Era il 3 agosto 2018 ed eravamo al Riot Village – Il campeggio Studentesco quando, alla pubblicazione del bando regionale di concorso per l’assegnazione di borse di Studio e posti Alloggio emanato dall’Azienda per il Diritto allo Studio, notiamo all’articolo 10.3 che in occasione della manifestazione sportiva internazionale “Universiadi”, le studentesse e gli studenti delle residenze di Fisciano, Penta e Baronissi avrebbero dovuto abbandonare dal 31 Maggio 2019, le proprie abitazioni “per fare spazio” agli atleti della competizione.
Questa soluzione oltre a provocare una grave lesione del diritto allo studio universitario, è stata anche formalizzata in maniera poco esplicativa lasciando intendere un vuoto di organizzazione da parte di tutti gli enti coinvolti nella realizzazione dell’evento.
Il bando parla di “soluzioni alternative”, già il 18 agosto recepite alcune informazioni usciamo pubblicamente con un comunicato chiedendo chiarezza all’Adisurc, al Rettore, ai sindaci delle città coinvolte a cui segue una risposta da parte del presidente dell’Adisurc che ci incolpa dicendo di essere strumentali e di non voler garantire la buona riuscita dell’evento, preoccupandoci per pochi studenti quando in Campania ci sono 50.000 iscritti/e. Intanto, iniziamo a sensibilizzare le studentesse e gli studenti delle residenze.
Durante la consueta assegnazione dei posti alloggio ad inizio anno accademico si respira un clima teso: la componente studentesca e le loro famiglie percepiscono il disservizio, il disagio e la poca chiarezza da parte dell’Adisurc.
Come sindacato studentesco sentiamo l’esigenza di incontrare le studentesse e gli studenti delle residenze per una prima assemblea pubblica: volantinaggi nelle aule e nei corridoi, interventi al megafono a mensa, banchetti nei dipartimenti, striscionate ci permettono di conoscere e intercettare le stufentesse e gli studenti che sentono di poter far qualcosa per evitare il peggio.
Ma la stessa azienda per il Diritto allo Studio reinvia al mittente la nostra richiesta di utilizzo dell’Aula Polifunzionale delle residenze di Fisciano per svolgere lì la nostra assemblea con una motivazione pressoché confutabile.
Iniziamo a mobilitarci, non perdiamo quel momento di confronto e svolgiamo comunque la nostra assemblea; da lì nascono testimonianze, osservazioni e proposte che confermano lo stato emergenziale del diritto allo studio in questa regione e nel nostro ateneo.
Da lì nasce un contenitore di idee e proposte che sorreggono un’unica rivendicazione: “nessuno sfratto, diritto allo studio reale e garantito”.
Nei mesi successivi questa pista è diventata sempre più una corsa ad ostacoli, la difficoltà nell’ottenere un confronto, il vuoto dinnanzi alle nostre perplessità, alle nostre richieste.
Ci rivediamo ancora, ci riorganizziamo.
Attraverso le assemblee pubbliche veniamo a conoscenza che oltre ad evitare lo sfratto per concessi e idonei, c’è necessità di agire sulla poca socialità all’interno di quegli spazio che paradossalmente trattengono il turbine universitario e molto spesso si dimostrano oppressivi per i caratteri più fragili.
A Gennaio, nel mentre tra mille perplessità la regione continua le sue inaugurazioni e restaurazione di plessi sportivi, l’Adisurc firma con l’ARU (Agenzia Regionale Universiadi) un protocollo d’intesa che prevede l’impegno dell’ARU a coprire le spese di “trasloco” e di gestione della componente studentesca, in un incontro chiuso dove interveniamo e

facciamo emergere, ancora una volta, le criticità riscontrate dal confronto con i residenti.

Con le studentesse e gli studenti veniamo a conoscenza che nei piani c’è la volontà di far andare gli studenti ad Avellino, ma non c’è ancora confronto con gli interessati, non c’è ancora nessuna garanzia sui servizi: mobilità, servizi mensa, lavanderia, chi avrebbe giovato delle soluzioni alternative oltre ai concessi.
Mille peripezie hanno accompagnato questo ultimo periodo: divulgazione di documenti ufficiosi da parte di un consigliere degli studenti, incontri informali organizzati con modalità contestabili. Le continue contraddizioni si affermano anche quando dopo un confronto con le altre associazioni studentesche e i consiglieri di amministrazione e i senatori accademici richiediamo una commissione tecnica ad hoc tra tutte le parti coinvolte per trovare soluzioni abitative nel circondario fiscianese e garanzie di servizi, all’impegno della commissione rispondr l’ennesimo colpo di scena: l’Adisurc convoca gli studenti e le studentesse per discutere sulla questione per la prima volta solo ad inizio Febbraio in due confronti rispettivamente con il lotto 1 e il lotto 2.
La nostra voce si è fatta sentire anche in quell’occasione dove abbiamo avuto modo di parlare, tra gli altri, anche con il presidente Apicella.
Dopodiché si è svolta l’ennesima che ha decretato, come si legge nella nota ufficiale pubblicata dall’Università degli Studi di Salerno: “che a tutti gli studenti assegnatari della borsa di studio a.a. 2018-19, in qualità di studenti fuori sede ed attualmente residenti presso gli alloggi universitari del campus di Fisciano, di Penta (lotto I e lotto II) e di Baronissi, sarà garantita la continuità della permanenza presso le strutture abitative del lotto I del Campus di Fisciano e presso le residenze di Baronissi.”
È stato un percorso lunghissimo che ha portato però ad un risultato inimmaginabile per come si erano messe le cose, che evidenzia quanto sia intricato il contesto universitario al sud incentrato sullo spot, sull’eccellenza e molto spesso manchevole di servizi standard, di comprensione e di ascolto a quelli che sono i reali bisogni delle varie comparti degli atenei: dagli studenti, al personale tecnico-amministrativo, dalle lavoratrici delle pulizie, alla docenza.
Siamo persone, soggetti in formazione; nel nostro percorso dovremmo avere facilitazioni volte all’incremento dello studio, ad una sempre maggiore approfondimento della conoscenza invece di superficialità e approssimazione che hanno conseguenza diretta sulle nostre vite.
Grazie a tutte le studentesse e gli studenti delle residenze, con grande consapevolezza e spirito d’iniziativa hanno trascinato questa vertenza. Una bellissima voce che all’unisono ha chiesto diritti.
Che questo sia solo un piccolo mattone per costruire davvero, tutte e tutti, un’altra università: aperta, inclusiva, partecipata, libera.
Link Fisciano