A.Di.S.U. Federico II vs Regione Campania: i dati immagine di un disastro!

by / Commenti disabilitati su A.Di.S.U. Federico II vs Regione Campania: i dati immagine di un disastro! / 134 View / 18 febbraio 2015

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Una volta sviscerata quella che è la situazione finanziaria dell’A.Di.S.U. l’Orientale, evidenziando come l’amministrazione regionale abbia pendenze per 6 milioni di euro, siamo riusciti ad ottenere dall’A.Di.S.U. Federico II, l’elenco di tutti i fondi che la Regione Campania ha stanziato per borse di studio, spese del personale, e fondi di funzionamento. Con cifre di gran lunga maggiori rispetto all’ente afferente all’Orientale, soltanto di borse di studio, mancano ancora all’appello €26.572.550,59. I fondi di funzionamento assegnati, ma non erogati,ammontano a ben €10.008.504,22,mentre i fondi di funzionamento mancanti all’appello sono €5.321.468,22. Insomma, fino al 9 febbraio, il totale dei debiti della Regione Campania ammontava alla cifra di €41.902.523,03, che sommati ai €6.146.154,70 che devono essere ancora erogati all’A.Di.S.U. l’Orientale, costituiscono la raccapricciante cifra di€48.048.677.73.

Analizzando i bilanci di soltanto due enti per il diritto allo studio, siamo venuti a notare mancati pagamenti da parte della Regione, per quasi 50 milioni di euro. Ci chiediamo cosa verremo a sapere una volta che saremo riusciti ad addentrarci nei bilanci dei restanti cinque enti per il Diritto allo Studio Campani. La cosa più scandalosa di tutte, rimane il fatto che gran parte di questi fondi mancanti all’appello sono fondi destinati alle borse di studio. Fondi derivanti o dalla Tassa Regionale per il Diritto allo Studio pagata annualmente dagli studenti, o dal Fondo Integrativo Ministeriale, stanziato annualmente dal Ministero dell’Istruzione. Non c’è quindi un valido motivo per cui questi soldi non debbano già essere stati stanziati ormai da anni, dal momento che è esattamente per questo scopo che la Regione li ha incassati. Ovviamente, in tutto questo, va ricordato come gli studenti Campani continuino a vivere nell’unica regione d’Italia che sceglie deliberatamente di non integrare con un solo euro i fondi delle borse di studio, bensì, quando può incassarli, se li tiene il più a lungo possibile.

Saremo inflessibili verso coloro che tagliano e non finanziano il futuro dei giovani del proprio territorio. Su circa 15.000 richiedenti tra le due A.Di.S.U., meno di un terzo (4225 studenti) è stato considerato idoneo beneficiario e rientra in quella lunga lista di debiti che la Regione continua ad accumulare da ormai5 anni. Considerando i tagli al DSU del Governo nello Sblocca Italia (circa40.000 borse di studio in meno in tutta la nazione) e la campagna elettorale per le regionali alle porte, ci chiediamo quando verranno saldate tutte quelle borse di studio ancora in attesa di essere rimborsate. Ma soprattutto ci interroghiamo fortemente su quale può mai essere la considerazione che una regione che non finanzia e accumula senza freni debiti su debiti con gli enti per il Diritto allo Studio Universitario, può avere verso gli studenti e il ruolo dei saperi intesi come strumento di trasformazione e di miglioramento delle condizioni materiali della propria popolazione, le condizioni di vita, la possibilità di scegliere cosa e chi essere, senza doversi preoccupare di dover lasciare gli studi per disagi economici.

Tutti questi numeri, ogni singolo di quei 15.000 studenti, sono persone, singole individualità che vedono negarsi continuamente la possibilità di vivere e scegliere i propri percorsi per ragioni esclusivamente economiche. Sono quelle stesse persone che vengono denigrate perché fuoricorso o non-corsisti perché magari devono lavorare per riuscirsi a pagare le tasse universitarie e un alloggio. Sono quelle stesse persone che devono ‘fare presto’ perché i genitori a fatica lo stanno mantenendo agli studi. Sono quelle stesse persone che studiano perché credono che solo attraverso il sapere si possano creare le condizioni per un reale cambiamento. Per tutti questi studenti, per ognuno di loro,di noi, saremo inflessibili.