A che punto siamo con l’anticipo della pratica forense?

by / Commenti disabilitati su A che punto siamo con l’anticipo della pratica forense? / 76 View / 30 ottobre 2017

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Nel lontano dicembre 2012 veniva emanata la “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense” (Legge Forense 247/2012), che dava la possibilità tramite gli art 40 e 41 di anticipare di un semestre l’inizio della pratica forense.

Perché ciò diventasse operativo erano però necessari due ulteriori passaggi:
a livello nazionale la stipulazione di una Convenzione quadro tra CNF (Consiglio Nazionale Forense) e Conferenza dei Direttori e Presidi di Giurisprudenza, mentre a livello locale un recepimento della stessa da parte dei Consigli di Dipartimento e dei Consigli degli ordini forensi.

Ad oggi però, benché siano passati diversi anni,la situazione versa ancora in uno stato di incertezza e di immobilismo giuridico.

Mentre infatti la Convenzione Nazionale è stata finalmente stipulata lo scorso 24 febbraio (qui il testo), le Convenzioni locali faticano a venire alla luce in moltissimi atenei del Paese – registrando un numero irrisorio di Atenei in cui il recepimento è avvenuto – e quel che è peggio è che laddove sono presenti subiscono spesso delle deroghe in peius rispetto al testo nazionale.

 

Per anni infatti la nostra Organizzazione si è battuta affinché non fossero presenti restrizioni di alcun tipo per poter accedere all’anticipo della pratica: in particolare ci si è attivati riuscendo con successo ad evitare che nel testo nazionale vi fosse inserito il criterio della media del 27 e l’esclusione dei fuori corso.

Quello che sta succedendo in questi ultimi mesi però evidenzia come nei dipartimenti e negli ordini forensi locali non si stia in alcun modo tenendo fede alle direttive della convenzione quadro: tramite fantomatiche interpretazioni o addirittura servendosi di nuovi articoli, si sta facendo riemergere l’esclusione dei fuori corso, in netta contraddizione con quanto stabilito dall’articolo 3 della Convenzione Nazionale che pone come unico requisito di accesso l’ottenimento di crediti nei seguenti settori scientifico-disciplinari: diritto privato, diritto processuale civile, diritto penale, diritto processuale penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto dell’Unione Europea.

Riteniamo che l’anticipo di un semestre della pratica, in concomitanza col percorso di studi, debba essere garantito a tutte e tutti e debba inoltre concretizzarsi in un reale momento formativo di natura teorica e pratica, così come disciplinato dall’articolo 41 della Legge Forense:“Il tirocinio professionale […] finalizzato a fargli conseguire le capacità necessarie per l’esercizio della professione di avvocato e per la gestione di uno studio legale nonché a fargli apprendere e rispettare i princìpi etici e le regole deontologiche”

Per questo motivo riteniamo inaccettabile ogni pratica messa in atto dal dominus volta a sminuire e finanche sfruttare il lavoro del praticante.
Inoltre chiediamo che i Dipartimenti si adoperino fin da ora per rendere attuative le direttive nazionali, recependo subito la Convenzione Nazionale, senza apportare modifiche peggiorative o introducendo criteri restrittivi ma anzi coinvolgendo le studentesse e gli studenti in tavoli di lavoro tra Dipartimento e Ordini forensi al fine di introdurre maggiori forme di tutela per i praticanti.

 

..non vogliamo aspettare altri anni inutilmente, #MettiamolaInPratica subito!