8 OTTOBRE: mai così tanti cortei di universitari, più che durante l’Onda

8 OTTOBRE: mai così tanti cortei di universitari, più che durante l’Onda

by / Commenti disabilitati su 8 OTTOBRE: mai così tanti cortei di universitari, più che durante l’Onda / 11 View / 7 ottobre 2010

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Studenti universitari domani in piazza in tutt’Italia. Nel 2008, anno dell’Onda, il 10 ottobre l’Unione degli Studenti lanciò una giornata nazionale di mobilitazione con lo slogan lungimirante “comincia adesso”. In quella data però, non ci furono mobilitazioni universitarie. Quest’anno, nonostante le lezioni non siano ancora cominciate, tantissime assemblee e cortei interni agli atenei, da Torino a Cosenza, da Trieste a Bari, da Salerno a Padova, si sono moltiplicate le mobilitazioni universitarie.

Domani gli universitari saranno in piazza per unire le lotte del mondo della conoscenza, per impedire l’approvazione del DDL 1905 in discussione alla Camera, per rivendicare maggiori risorse e fermare i tagli, per promuovere l’AltraRiforma dell’Università. (www.wikisaperi.org).
Lo spezzone universitario della Sapienza avrà come slogan “Governo, Rettori, Confindustria siete il passato. RIPRENDIAMOCI IL FUTURO” e si unirà agli studenti medi da Piramide per arrivare fin sotto le finestre del Ministero della Gelmini. In tutte le piazze d’Italia circola lo slogan verso la manifestazione nazionale. Universitari al fianco dei medi anche a Siena, Cosenza, Viterbo, Napoli, Salerno, Catania, Trieste, Padova, Foggia, Taranto, Campobasso.
A Bari il corteo terminerà davanti alla Regione presieduta da Nichi Vendola, per richiedere alla Giunta un’inversione di tendenza negli investimenti per le borse di studio. Per il diritto allo studio gli universitari saranno in piazza sotto la Regione anche in Campania.
Anche a Torino la mobilitazione nazionale si salderà alla vertenza contro i tagli al diritto allo studio dalla giunta Cota. Nel capoluogo piemontese gli slogan principali saranno “una marea di conoscenza si innalza, noi siamo speranza” “rettori, potentati, governo e siamo ancora qui, vediamo chi crolla prima”.
E vedremo chi crollerà per primo. Perchè non intendiamo “soltanto” fermare la riforma dell’università, ma la sfida per noi è far cadere il Governo e invertire la tendenza, salvare l’università pubblica, ripubblicizzare i beni comuni.