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50 milioni in Legge di Stabilità sul diritto allo studio. Non sono sufficienti, ne servono 200!

by / No Comments / 177 View / 25 novembre 2015

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Ieri il Primo Ministro Renzi ha annunciato durante l’evento “Italia, Europa: una risposta al terrore” un investimento di 1 miliardo per la cultura e l’istruzione da affiancare ad un altro miliardo per la sicurezza e le misure anti terrorismo. Tra questi è previsto uno stanziamento di 50 milioni di euro per le borse di studio, nonché un “bonus” di 500 euro vincolati a spese di carattere culturale per tutti i diciottenni.

I 50 milioni annunciati dal Governo, ottenuti dopo mesi di pressione e mobilitazione da parte degli studenti, non risolvono il problema del diritto allo studio alla radice. Se si vuole infatti eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario e garantire a tutti coloro che ne hanno la borsa di studio, i milioni necessari sono 200. Queste infatti sono le cifre contenute negli emendamenti che abbiamo proposto questo novembre e presentati da più senatori.

Dopo la scandalosa vicenda dell’ISEE, che ha determinato l’esclusione di migliaia di studenti dalla borsa di studio, l’incapacità nel trovare le coperture per una cifra del tutto irrisoria rispetto alle manovre previste nella finanziaria, è una seconda prova della negligenza e del disinteresse del governo e della maggioranza.

Queste scelte politiche sono completamente sconnesse dalla realtà italiana, raccontata anche nell’ultimo rapporto OCSE Education at a glance, in cui si evidenzia l’estremo bisogno che ha il nostro paese di contrastare la dispersione scolastica e incentivare l’immatricolazione all’università, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, dati su cui da anni l’Italia è indietro rispetto agli altri stati UE e OCSE.

Di fronte a una situazione di questo genere è necessario un’intervento sistemico e un rifinanziamento sostanziale di tutti i settori dell’istruzione: le proposte del Governo, invece, sono di estrema retroguardia e non possono vederci soddisfatti: senza la piena copertura delle borse di studio sia per tutti gli idonei sia per coloro che sono stati esclusi a causa dei nuovi parametri ISEE e ISPE, una riforma della tassazione che preveda una no tax area per i redditi più bassi e la fasciazione progressiva della contribuzione studentesca, e un rifinanziamento del FFO la tendenza del calo delle immatricolazioni e della dispersione universitaria continuerà.

La battaglia di questo autunno, quindi, continua fino a che non si raggiungerà un’adeguata copertura per il diritto allo studio in legge di stabilità, la revisione delle soglie ISEE e ISPE e l’apertura di bandi straordinari nelle regioni per gli studenti esclusi quest’anno e l’apertura di un percorso di riforma della tassazione.

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