24 CFU per insegnare: arrivano le linee guida del MIUR

by / Commenti disabilitati su 24 CFU per insegnare: arrivano le linee guida del MIUR / 6739 View / 26 ottobre 2017

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Dopo lunghe attese e rinnovate pressioni finalmente il MIUR nella giornata di ieri ha emesso le linee guida (QUI) che chiariscono diversi punti in merito all’applicazione negli atenei del DM 616/2017, che disciplina l’attivazione dei corsi per ottenere i 24 CFU in materie antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche.
E’ grave l’interpretazione del MIUR rispetto ai dottorandi e specializzandi a cui, se pure viene permessa l’acquisizione dei crediti necessari a partecipare al concorso FIT, non viene garantita l’estensione del semestre gratuito. Eppure dottorandi e specializzandi sono figure ibride, certo lavoratori dell’ateneo, ma anche studenti che pagano le tasse universitarie, e per questo avrebbero diritto anche loro all’estensione del proprio percorso formativo.
Il documento emanato, oltre alla questione sui dottorandi, chiarisce sostanzialmente questi punti:
I CORSI NON POSSONO ESSERE A NUMERO CHIUSO
Lo abbiamo detto e stradetto, abbiamo attivato campagne e portato a casa risultati importanti, come nell’Università degli studi di Padova. Finalmente anche il MIUR fa chiarezza ed esplicita che non sussiste alcuna base normativa che legittimi una limitazione nell’accesso ai corsi per ottenere i 24 cfu. “Pertanto non potranno introdursi limitazioni numeriche all’accesso degli aspiranti candidati”, recita il documento.

CERTIFICAZIONE DEI CFU
Per accedere al concorso FIT è necessario avere un documento, unico, che certifichi l’acquisizione dei 24 cfu. L’università dove si è conseguito ogni esame dovrà produrre un certificato, che andrà poi depositato nell’ateneo in cui il candidato ha deciso di terminare i suoi crediti, il quale rilascerà la certificazione finale unica.
Per poter certificare i cfu già acquisiti è necessario non solo che rispettino gli SSD inseriti nell’allegato B del DM 616/2017, ma anche che rispettino gli obiettivi formativi previsti.
I crediti, qualora coincidano con quelli necessari per l’accesso alla classe di concorso, potranno chiaramente essere validi per soddisfare entrambi i requisiti.

I 24 CFU POSSONO ESSERE ACQUISITI IN MODI DIVERSI
Il MIUR specifica che non è possibile vincolare lo studente all’iscrizione di un “pacchetto” di crediti, ma è sempre possibile inserire gli esami nel proprio curriculum, anche in forma aggiuntiva o extracurriculare.

PUBBLICIZZAZIONE ATENEI CHE EROGANO I CORSI
Il Miur ci informa che presto verrà pubblicato sul sito “Universitaly” un elenco completo degli atenei che hanno attivato i corsi, con relativi regolamenti e costi, così da permettere una scelta consapevole anche e soprattutto ai già laureati.

SUL SEMESTRE AGGIUNTIVO
Gli iscritti all’università hanno diritto ad un semestre aggiuntivo per conseguire i crediti. Si considera prolungato de facto il proprio percorso di un semestre, senza che questo comporti alcuna conseguenza per lo status di studente in corso.
Ne hanno diritto gli studenti iscritti a corsi di laurea triennale o magistrale, ma vi si può accedere una sola volta durante l’intero percorso di studi (quindi o in triennale o in magistrale), purché i 24 cfu, o anche solo parte di essi, siano non curriculari e aggiuntivi. Inoltre “se uno studente non completa il percorso per l’acquisizione dei 24 CFU nei tempi previsti e richiede una nuova iscrizione a tale percorso, non usufruisce di alcun ulteriore allungamento della durata normale del proprio corso di studi.”

Il testo emesso dal MIUR è fondamentale per uniformare i regolamenti in tutta Italia ed evitare differenziazioni gravi tra ateneo e ateneo nell’erogazione dei crediti in questione. Di certo però è necessario che moltissime università, una volta conosciuti anche questi dettagli, accelerino l’attivazione dei corsi, per poter permettere a tutti e tutte l’acquisizione dei crediti in tempo per il concorso FIT, ad oggi fissato nell’autunno del 2018. Su questo concorso sono ancora troppi i punti interrogativi e le richieste inattese: pretendiamo che la retribuzione dei corsisti FIT sia aumentata, essendo attualmente prevista per i primi due anni intorno ai 400€, una cifra che, stante il grande impegno che i corsi comportano, non permetterebbe a nessuno la sopravvivenza; vogliamo che siano chiariti i posti messi a bando per ogni classe di concorso e che, vista la concreta possibilità che si tratti di numeri irrisori, venga ragionato un aumento in base alle necessità scolastiche; richiediamo, inoltre, che sia prevista una rappresentanza dei corsisti nella Conferenza Nazionale per la formazione iniziale e l’accesso alla professione docente e negli eventuali organi regionali che verranno definiti per monitorare il percorso FIT.