12 marzo : anche gli Universitari in piazza

by / Commenti disabilitati su 12 marzo : anche gli Universitari in piazza / 225 View / 7 marzo 2015

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Tra le riforme del Governo Renzi assume, in questa primavera, una forte centralità quella dedicata alla Scuola ed il 10 marzo il Consiglio dei Ministri  trasformerà in disegno di legge il decreto su La Buona Scuola. Essa fa parte di un piano programmatico ben preciso del Governo, e si inserisce, come il Jobs Act, nel contesto europeo di imposizione di una road map di riforme che spesso si traducono nello  smantellamento dei diritti e delle forme di welfare propugnato dalle attuali politiche economiche comunitarie. Il conflitto in campo, dopo anni di rigida applicazione delle misure di austery, è tra chi vorrebbe estendere i diritti e la giustizia sociale e chi invece vorrebbe ridurli. La partita si gioca tra coloro che provano a mettere in campo processi di partecipazione reali e chi invece tenta di ridurre ancora di più gli spazi di democrazia. Perchè  in questa partita dai contorni così ampi assumono un ruolo centrale Scuola ed Università? Perchè, proprio l’istruzione e la conoscenza, se libere,  possono essere la chiave di volta verso una riacquisizione di protagonismo degli individui e una fonte di emancipazione sociale. Da qui la necessità del Governo di incidere il prima possibile su Scuola e Università, imponendo, data la mancanza di un reale percorso democratico, una riforma radicale per la scuola basata su una concezione aziendalista dei luoghi della formazione. Ignorando le migliaia di studenti che hanno riempito le piazze in quest’autunno il Governo cala dell’alto un modello di scuola fondato sulla subordinazione al contesto produttivo e sulla verticalizzazione dei luoghi decisionali interni alle scuole. Per questo il 12 marzo gli studenti saranno di nuovo in piazza: quella data è l’occasione per rilanciare il ruolo centrale dell’ istruzione nell’altenativa che noi proponiamo rispetto alle politiche di questo Governo. La conoscenza resa accessibile a tutti, assieme al reddito e all’estensione dei diritti e delle tutele in direzione opposta a quella attuata con il Jobs Act sono fondamentali per contrastare il ricatto della precarietà. In particolare il reddito di formazione rappresenta una fonte di estensione dell’ormai residuale diritto allo studio ed è una misura necessaria a garantire l’autonomia e l’emancipazione di chi sta affrontando un percorso formativo.

Contrastare ad ogni livello il processo di privatizzazione e di sottomissione al contesto produttivo dei luoghi della formazione è quindi un’ esigenza che coinvolge tutti coloro che studiano e vivono questi luoghi. Per questo anche  l’Università sarà in piazza il 12, nella data lanciata dall’Unione degli Studenti, a ribadire la contrarietà alle politiche di restringimento dei luoghi della formazione – che agiscono anche sui nostri atenei ormai dal 2008.

Sembra sia alle porte una riforma dell’Università, e, stando alle Priorità politiche del Ministro Giannini per il 2015, essa conterrà degli aspetti molto critici. Non si vede, in tali ‘Priorità’, alcun segnale di discontinuità rispetto alle politiche di attacco all’istruzione pubblica portate avanti negli ultimi anni. In particolare troviamo  preoccupante l’accento che viene messo sull’irrigidimento delle procedure di accreditamento e sul potenziamento delle politiche competizione tra atenei. Alimentare la competizione fra atenei in un regime di risorse scarse rivela un’ideologia elitaria ed escludente dell’istruzione.

Se è positiva l’apertura di un dibattito pubblico sull’Università, dibattito al quale intendiamo contribuire, siamo però fermi nella convinzione che questo debba avere come punti di partenza imprescindibili il rifinanziamento degli Atenei e la ricostruzione del sistema del Diritto allo Studio del nostro Paese. Se l’obiettivo, più volte sbandierato, è quello di aumentare i giovani laureati e rafforzare il diritto allo studio, l’unica possibilità è un immediato aumento delle risorse pubbliche destinate alle borse di studio (fra le più basse d’Europa) e una riforma in senso estensivo dei Livelli Essenziali delle Prestazioni.

La tutela dei soggetti in formazione non può fermarsi con l’uscita dal percorso universitario. Infatti il 12 marzo saremo in piazza anche per rilanciare la campagna #iovoglioinsegnare, rivendicando il diritto, per coloro che vogliono insegnare, ad un percorso di abilitazione all’ insegnamento, in cui siano garantite tutele e diritti e rifiutando il futuro di precarietà che si prospetta ad oggi di fronte alla nostra generazione anche nel mondo della scuola.

La giornata del 12 marzo rappresenta una prima tappa di lancio verso altri due appuntamenti molti importanti : il 18 marzo a Blockupy Frankfurt nel giorno della festa di inaugurazione della nuova sede della BCE ed il 21 marzo a Bologna, nella giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia. Una primavera molto densa quindi nella quale, a partire dalle nostre aule e dai nostri atenei passando per Bologna e Francoforte, gli studenti potranno essere protagonisti dell’opposizione alle politiche del Governo e spazio di costruzione dell’alternativa.