11.11.11 #occupythestreets – non avete fermato il vento!

by / Commenti disabilitati su 11.11.11 #occupythestreets – non avete fermato il vento! / 13 View / 12 novembre 2011

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L’indignazione in Italia c’è, e non si accontenta di mandare a casa Berlusconi.

Questo è il dato fondamentale emerso dalla giornata di mobilitazione dell’11 novembre. A Roma alcune centinaia di persone, nonostante i divieti di Alemanno e la repressione della polizia, hanno manifestato davanti al Ministero dell’Economia. A Trieste un grande corteo studentesco si è ripreso la città indicando nelle banche i veri responsabile della crisi, così come a Pisa. A Padova una critical mass ha bloccato il centro cittadino, e oltre 100 persone sono accampate in Prato della Valle. A Firenze i dottorandi dell’Istituto Universitario Europeo hanno contestato il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy. Ma la mobilitazione è arrivata ovunque: Catania, Napoli, Torino, Salerno, Urbino, Udine, Foggia…

Gli studenti e le studentesse di questo paese sono di nuovo in mobilitazione, contro chi sta provando a uscire dal berlusconismo dalla parte sbagliata, quella dell’austerity e dell’asservimento ai diktat delle élite finanziarie transnazionali. Il movimento è in campo, non ci arrendiamo.

L’altro dato di oggi è quello della repressione, in particolare a Roma e a Trieste. A Roma, i manifestanti sono stati identificati già all’arrivo al presidio davanti al Ministero dell’Economia, dove si è svolta una grande assemblea con centinaia di studenti, lavoratori, precari che sono stati circondati dalla polizia mentre provano ad esprimere liberamente le loro critiche alla Bce e al Governo Monti. Un corteo spontaneo è poi partito dal Ministero dell’Economia e ha bloccato alcune strade del centro, i draghi ribelli sono poi stati circondati dalla polizia e sequestrati per ore, solo la grande determinazione della nostra generazione precaria ha saputo rompere l’assedio a cui era sottoposta, riuscendo a liberarsi dal cordone di polizia che bloccava i manifestanti come accaduto a Roma il 3 settembre alla stazione Tiburtina.

A Trieste, mentre il corteo occupava un’ex sede dell’Unicredit, la polizia ha caricato, ferendo con il manganello due studenti, uno alla testa, portato poi all’ospedale, e uno al setto nasale.

In entrambi dei casi la repressione non ha fermato la determinazione del movimento: a Roma centinaia di manifestanti sono rimasti fino alla fine in assemblea a oltranza, finché la polizia non ha smobilitato, e a Trieste il corteo è ripartito, riprendendosi le strade e le piazze della città e occupando un secondo spazio a pochi metri da Piazza Unità.

Tentano di fermarci, di imporre con la violenza l’unanimità intorno al finto governo tecnico che prepara la macelleria sociale. Ma hanno sbagliato i conti. Non ci possono fermare: siamo troppi e siamo ovunque. Anche oggi possiamo dire: “Voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo”. Il 17 novembre torneremo in piazza più determinati di sempre, per la giornata internazionale degli studenti, rivendicando un’altra Europa e un modello di sviluppo basato sulla giustizia sociale e sulla democrazia reale. Noi ci siamo, siamo il 99%, e non staremo più zitti.