11 giugno gli studenti e le studentesse all’Europride

11 giugno gli studenti e le studentesse all’Europride

by / Commenti disabilitati su 11 giugno gli studenti e le studentesse all’Europride / 11 View / 9 giugno 2011

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“Gli etero non saranno mai realmente liberi finché non lo saranno i gay; e questo vale, ovviamente, per ogni altro schieramento sui due versanti di un muro di discriminazione”.

Tommaso Giartosio, Perché non possiamo non dirci, 2004

 

Come studentesse e studenti della Rete della Conoscenza attraverso Link e Uds promuoviamo con grande orgoglio l’Europride di Roma come tappa imprescindibile di un percorso vertenziale che ci vede impegnati da tempo in campagne e battaglie politiche e culturali sulle tematiche lgbqti nei nostri luoghi della formazione e spazi cittadini.

 

Siamo infatti convinti che proprio a partire dai luoghi della formazione sia possibile costruire un’altra idea di cultura e democrazia quindi un’altra idea di paese. In questi anni, siamo stati protagonisti delle mobilitazioni in difesa di un’università pubblica, libera, laica e accessibile a tutt*. Abbiamo lottato contro lo smantellamento dell’università e istruzione perché convinti che i saperi siano un bene comune inalienabile. Siamo una generazione a cui stanno scippando il futuro con la scusa della crisi, e non possiamo assistere  passivamente allo smantellamento dello stato sociale, smantellamento che a pagare maggiormente, sono proprio i soggetti più deboli, in primis migranti, donne e soggetti lgbqti e, più in generale, tutti coloro colpiti dalla redistribuzione ineguale dei profitti che la crisi porta con sé.

Siamo ancora qui nelle nostre scuole e università a ricucire la democrazia e la giustizia sociale strappata da questa classe politica sempre più sorda e cieca ai nostri richiami. Mentre proviamo a ricostruire un’altra idea di università, vogliamo edificare un altro modo di praticare la politica dal basso, a meno di una settimana dall’Euro Pride di Roma, per resistere e reclamare un futuro di diritti e welfare che sono sempre più compressi dai tagli del Governo e dallo svuotamento del ruolo del Parlamento, condizionando le nostre vite e le nostre scelte. Ultimo segnale preoccupante è la mancata approvazione da parte del Legislativo della legge “anti-omofobia”, reduce di un vergognoso dibattito in commissione giustizia che sottolinea l’asservimento alle logiche clericali e populiste della maggioranza e non.

 

 

 

Il 1° Giugno abbiamo aderito pubblicamente all’Europride aprendo le porte arrugginite dell’università, “La Sapienza”, all’intera comunità glbqti d’Europa in una coloratissima “notte bianca dei desideri”, provando ad abbattere in una sola notte “bianca” (proprio il colore che contiene tutti quelli dell’arcobaleno), il muro nero dell’indifferenza e della discriminazione; in cui lesbiche, gay, trans, queer, intersessuali, bisex e eterosessuali sono stati assieme protagonisti di una stessa istanza: il desiderio di mettere in evidenza le proprie differenze e identità  liberando la politica e la cultura dai modelli machisti e dominanti della società.

 

Per noi la settimana dell’Europride è un’occasione in più per combattere la paura rivolta verso il “diverso”, che si manifesta in tutti gli aspetti della nostra vita, conducendo noi stessi a rappresentarci e a rappresentare tutto ciò che vediamo e che viviamo sotto forma di etichette e/o categorie. Sappiamo che questo processo di “classificazione” non  è solo individuale, ma è supportato e alimentato spesso dal potere e dalla scienza,  che riconoscono l’esistente solo categorizzandolo.

 

Creando etichette, si agisce una determinata forma di controllo, quella sociale, atta al mantenimento della”normalità”.
Conosciamo molto bene l’azione di controllo sui nostri corpi, che passa attraverso la medicalizzazione e l’impedimento fisico e mentale della libertà di scelta e la classificazione degli orientamenti non eterosessuali come patologici.

Le persone lesbiche, gay, trans*, intersex, bisex, hanno da sempre subito questo processo, ma nella storia dei movimenti si rilegge il bisogno di soggettivazione più che di categorizzazione.

Il bisogno di vedere riconosciuta la propria identità passa per la visibilità, per l’essere ciò che si vuole a prescindere da quanto questo si discosti dalla norma vigente.

Altro tema è saper combattere l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, come del resto il razzismo e altre forme di odio o discriminazione. La costruttiva prospettiva di una società capace di combattere queste paure è quella del riconoscimento e valorizzazioni della ricchezza delle diversità. In questo senso un Europride esalta in ogni modo le diversità e non può che essere antirazzista. Analogamente è non violento e antifascista, come contrario ad ogni sistema di oppressione o di svilimento della dignità di ciascuna persona. Ed è chiaramente antisessista, denunciando ogni atteggiamento maschilista e patriarcale presente nella società, calpestante la dignità delle donne, impedendone la effettiva parità o peggio essendo fonte di atti di violenza.

 

Come studentesse e studenti rivendichiamo questo processo di soggettivazione, convinti che questa battaglia non possa essere combattuta esclusivamente da una  “minoranza”.
Ognun* vive sulla propria pelle una personale oppressione, che agisce trasversalmente rispetto a ciò che noi siamo, quindi come donne, migranti, trans*, lesbiche, gay, precari*, etc.

 

Ciò non significa però doversi riconoscere solo attraverso la figura di vittima. Per questo sono necessari, ma non bastano i “numeri di aiuto” o delle pubblicità progresso a sconfiggere lo stigma legato all’omosessualità e al transessualismo, bensì quello di cui abbiamo bisogno è un reale cambiamento sociale e culturale.

È oggi sempre più necessario un welfare universale in grado di includere e dare cittadinanza e diritti a ogni singolo e a ogni gruppo sociale in quanto portatore di diritti e doveri.

Non è più concepibile un welfare familistico per cui bisogna garantire tutela, diritti, assistenza e servizi soltanto alla famiglia di stampo eterosessuale. Bisogna garantire la libertà a  tutti e a ciascuno di vivere e costruire i propri nuclei d’affetto e relazione, svincolati da modelli familiari etero-sessisti e etero-patriarcali.

Siamo per questo convinti che non si conquistano eguali diritti se non si combattono battaglie culturali, ma al contempo la cultura si colloca su un piano diverso dai diritti: la cultura muta, ma i diritti inalienabili delle persone non possono dipendere dal mutare delle cose: o ci sono del tutto,o non ci sono per niente.
Questa crisi culturale e dei diritti colpisce tutti i soggetti e deve essere compito dello Stato tutelare senza discriminazione alcuna tutti i cittadini, mentre è obiettivo di tutt* Noi mettere in relazione le diverse soggettività, ognuna con le proprie oppressioni, in una lotta non corporativa, ma con una più ampia prospettiva di liberazione: creare il sentimento di un soggetto sociale, un movimento in grado di parlare delle libertà di tutt*.

Per questo come  Rete della Conoscenza, (Link Coordinamento Universitario e l’Unione degli Studenti), saremo in piazza dei Cinquecento alle 16.00 dell’11 Giugno 2011 nel corteo Roma Europride,  a testa alta orgogliose e orgogliosi, protagonisti di questo evento che segna una tappa fondamentale per riappropriarci del nostro futuro.