11 aprile No Tav – Difendiamo i beni comuni!

by / Commenti disabilitati su 11 aprile No Tav – Difendiamo i beni comuni! / 21 View / 12 aprile 2012

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Un altro capitolo della lotta notav è iniziato. La sera del 10 aprile un migliaio di persone hanno sfilato sotto una nevicata insolita per la stagione, partendo da Giaglione e camminando verso le reti che delimitano il cantiere della Maddalena, in val Clarea. La zona è stata presidiata fino alla mattina, quando era previsto l’inizio delle procedure di “occupazione temporanea” dei terreni necessati per i lavori del cantiere, terreni che sono stati regolarmente comprati negli anni passati da attivisti del movimento notav. Fin dalle 8 del mattino vari gruppi di persone hanno raggiunto la zona del cantiere, nonostante la zona fosse investita da un’ordinanza che vietava l’accesso ai sentieri. Nel corso della mattinata le procedure di esproprio sono continuate, sotto le urla e il “rumore” dei manifestanti che hanno letteralmente circondato il cantiere battendo pezzi di legno e pietra contro le recinzioni del cantiere. Gli avvocati del team legale presenti hanno spiegato come le reti delimitino un’area maggiore di quella prevista nel progetto originale e come risulti difficile ad oggi ricostruire la proprietà dei terreni a causa dell’abbattimento degli alberi e lo spostamento dei muretti che li delimitavano.

In risposta a questo assedio pacifico le forze dell’ordine, inizialmente rinchiuse all’interno del cantiere e poi uscite, hanno risposto facendo allontanare i manifestanti dalle reti anche con qualche spintone, rischiando di far cadere malamente alcune persone. Dopo qualche momento di tensione la situazione si è tranquillizzata e alcuni manifestanti hanno tenuto delle lezioni alle forze dell’ordine sui problemi ambientali e economici della costruzione del TAV. Nel frattempo una delle proprietarie dei terreni si è incatenata per oltre due ore alle reti in segno di protesta contro l’illegalità del cantiere. Queste azioni hanno notevolmente ritardato le procedure di “occupazione temporanea” dei terreni.

Nel pomeriggio poi la protesta si è trasferita sull’autostrada all’altezza di Bussoleno, bloccata già in mattinata da alcuni studenti medi del Komitato Giovani Notav, che raggruppa gli studenti delle scuole valsusine. Si è svolta quindi un’assemblea popolare che ha deciso di continuare il blocco dell’autostrada a oltranza.

La giornata di ieri dimostra chiaramente come il movimento notav sia determinato ad impedire la realizzazione di quest’opera, nonostante la repressione e la violenza degli scorsi mesi. La prepotenza con cui si cerca di imporre quest’opera appare in questo momento storico ancora più inspiegabile e odiosa, nella stessa misura in cui la TAV che appare ancora più inutile oggi, in un momento di crisi in cui tutto viene tagliato e sacrificato (dallo stato sociale ai diritti dei lavoratori, passando anche per i trasporti pubblici), tranne la linea ad alta velocità che collega Torino e Lione. Anzi la sua realizzazione non viene mai posta in discussione, neanche dopo che questa è stata ampiamente criticata per i suoi costi (economici, ambientali e sociali) e i suoi improbabili benefici, anche da giornali non propriamente schierati contro l’attuale modello di sviluppo come l’Economist e il Sole 24 Ore, neanche adesso che il progetto del cosiddetto Corridoio 5 (Lisbona – Kiev) appare sempre più incerto a causa della scelta del Portogallo di non realizzare il tratto iniziale e le titubanze che ci sono sul lato francese.

Nei prossimi giorni continueranno le procedure per l’esproprio dei terreni utili per la costruzione del cantiere, come studentesse e studenti saremo sempre al fianco di chi lotta e di chi non vuole rassegnarsi a vedere il proprio territorio e la propria storia distrutti da un’opera di dubbia utilità, di chi ritiene che il territorio sia un bene comune e non una risorsa da sfruttare rapacemente, di chi pensa che l’attuale modello di sviluppo non sia l’unico possibile e sicuramente non il migliore.

Crediamo che i fondi stanziati per quell’opera dannosa potrebbero essere investiti in borse di studio, scuole, welfare in modo da costruire veramente un futuro migliore per la nostra generazione, continueremo a lottare in Val di Susa, come in ogni città contro la militarizzazione e la repressione che troppo spesso colpiscono chi lotta per la difesa dei beni comuni dagli abusi di un potere che mira solo a distruggere e a fare profitti a spese del territorio, dei saperi e del lavoro.

Oggi pomeriggio alle 18.00 è prevista un’assemblea presso il Campo Sportivo di Giaglione a cui seguirà un corteo prima in paese e poi verso la Val Clarea.

Rete della Conoscenza